DENUNCIA di un membro romano di alto livello della Soka Gakkai, con nomi e cognomi! (Settembre 2009)
Per il testo integrale con foto e commenti andare su: http://www.crognali.it/blog/denuncia-soka-gakkai/
Giovedì per la prima volta in dieci anni non sono andato deliberatamente ad uno Zadan Kai, le riunioni buddiste della Soka Gakkai, dette anche meeting. Gli ho preferito un convegno sui new media organizzato da Wired e da Telecom prima, e poi la festa di compleanno di una mia amica, a cui erano presenti tanti altri buddisti, anch’essi che avevano disertato i propri meeting per partecipare alla festa! Rispetto agli altri, penso che io sono stato più colpevole, perché pratico e faccio la mia attività di buddista (che consiste nello studio e nell’incoraggiamento) in una zona di Roma, il centro storico, che ha ritmi più blandi rispetto ad altri luoghi, ma che non significa assolutamente mancanza di impegno. Nel centro storico di Roma ci vediamo due sole volte al mese contro le quattro di quasi tutta Italia. Detto questo, io non mi risparmio: volontariato al tempio buddista, tanti incontri con giovani praticanti per approfondire questa filosofia, attività nella redazione dei giornali e poi tante ore di meditazione, con signore, alcune volte tristi altre volte fanatiche, che strutturate come una Chiesa, seguono rigide regole gerarchiche opprimendo spesso la libertà dei membri di questa Comunità, che comunque continuo a giudicare stupenda. È una cosa che ho notato più di una volta e che ritorna ciclicamente nei gruppi buddisti della Soka Gakkai (anche se qui ci sarebbe molto di che discutere, riferendomi al karma di ognuno di noi). Ma vorrei soffermarmi sull’aspetto asfissiante della struttura gerarchica della Chiesa, intendendo la Chiesa della Soka Gakkai. LA CHIESA BUDDISTA. Parto dalla mia esperienza. Voglio cambiare, ho il desiderio di voler stringere altri legami di amicizia con praticanti buddisti, dopo oltre un anno che frequento e curo un gruppo. Chiedo ad una signora un po’ bigotta e un po’ frustrata, a causa di suoi problemi lavorativi, di cambiare gruppo: tra l’altro per spostarmi ad uno più vicino al mio luogo di lavoro. Lo chiedo perché lei è stata investita del ruolo di Responsabile di Settore, e questo nonostante viva in tutt’altra parte di Roma. La sua prima risposta è subito NO, perché io se mi trovo lí significa che "c’è un legame karmico". Forse ha ragione, non lo so, ma sicuramente io mi trovo li, in quel gruppo buddista, solo perché me lo hanno chiesto, ed io ho accettato. Ma dopo un anno molte cose cambiano, le persone si annoiano e spesso c’è bisogno di rinnovarsi. La seconda risposta della signora davanti alla mia insistenza (forse pensava che bastasse un grado gerarchico superiore al mio per farmi accettare la sua decisione; una signora che quando non fa la bigotta, è al limite del fanatismo religioso) è quella di farne una questione di stato: la mia scelta diventa un punto di cui discutere nelle segrete riunioni aperte a pochi alti responsabili dell’Organizzazione per pianificare le attività mensili. Dopo poco mi arriva questa mail da una collega responsabile della bigotta: "… tu sei un membro semplice e come tale appartieni ad un gruppo: … - segue nome del reggimento gruppo -. Continua a fare attività li dove ti abbiamo assegnato ed ad impegnarti come hai fatto fino ad ora: impegno per il quale ti ringrazio. Se hai voglia di fare altro, rivolgiti ai tuoi responsabili giovani. A me non pare che i giovani ti abbiano offerto alcuna responsabilità per decidere autonomamente". Ditemi mai se questa donna è una responsabile?! Il suo nome è Ilaria Dragoni. IL CAPETTO BUDDISTA. Esperienze di questo genere, con mail o messaggi, accadono spesso quando ti impegni attivamente nella comunità buddista. A me come a tanti altri è successo migliaia di volte di scontrarci con responsabili dell’organizzazione, che si comportano da piccoli gerarchi, che forse frustrati dal lavoro o da altro, e di cui nel privato ci si sfoga quasi sempre, si rifanno nella comunità della Soka Gakkai. Nel mio caso, è successo con tale Riccardo Panattoni (nella foto in alto), che è pure in aria di nomina a grandi responsabilità nella Soka Gakkai, cosa di cui si vanta spesso in privato e che io ho sempre pensato che se mai fosse accaduto, sarebbe stato come sparare un colpo al cuore di questa organizzazione. Ma evidentemente è questo ciò che vuole la Soka Gakkai, piccoli militari fedeli al generale, tanto che il successore del gerarca responsabile Panattoni è un sempliciotto, uno che non so neanche se abbia la licenza superiore, un tale Alessio Sementilli. Il problema non sta, naturalmente, nel titolo di studio, ma nel fatto che si sente e si vede che parla per frasi fatte ed esegue alla lettera gli ordini che gli vengono dati, senza pensare. Sento un clima insostenibile, un’aria che diventa irrespirabile ogni giorno di più e che ti rende impigliato in un fango e in una rigidità che ti impedisce di crescere, affondi così in un senso di disaffezione per una religione che ti da, invece, tanto. IL VOLO CONTINUO. Ora vi accenno brevemente, invece, alle attività violente, non conosco un termine diverso, in cui puoi incorrere quando fai attività a livelli alti nell’organizzazione, che non coincidono necessariamente con la responsabilità. Di storie sul Volo Continuo, il giornale dei giovani buddisti, ce ne sono molte, fin dalla sua nascita sembra che sia stato fatto per far soffrire la gente, ricordo le mille riunioni per aggiustare il tiro a decisioni prese senza pensare da alti responsabili; un giornale nato zoppo e gestito da sempre in maniera massonica. Qui a Roma, ad esempio, ne aveva un dominio quasi assoluto una tale ex giornalista, credo oggi disoccupata, di nome Giorgia Fattinnanzi, che decideva di volta in volta cosa dire e cosa no, chi invitare agli eventi e chi invece NO, una sorta di capo-giornale senza mai una ufficiale investitura, a quanto mi risulta; la ragazza ha fatto il buono e soprattutto il cattivo tempo sulla redazione romana, in cui mi sono per caso trovato a fare attività e scrivere fin dalla sua nascita. Una volta che tale caporedattore improvvisato è stato fatto fuori, non so bene in che modo, il giornale è diventato on line, su volere degli editori che non lo avevano mai neppure letto, forse, senza alcuna votazione o sondaggio interno a chi ci aveva lavorato fino a pochi giorni prima. Allora il giornale vendeva appena 2000 copie annue! Che cosa è successo a me? Sono stato escluso dal giorno alla notte dall’attività del giornale, affidato all’improvviso ad altre persone, sbucate fuori dal nulla: Mattia Duni, uno che si occupa di conti, e Fabrizio Giancaterini, un affitta stanze, due ragazzi che non hanno alcun requisito per fare un giornale on line e che infatti mi fa abbastanza schifo. Questa cosa, purtroppo, non mi è stata mai possibile comunicarla a qualcuno, perché, con buona pace mia, sono stato escluso dalla mailing list in cui venivano prese le decisione fra tutte le redazioni italiane e questo nonostante vi abbia partecipato attivamente per 5 anni, come volontario, dedicandogli interi fine settimana quando occorreva chiudere il giornale, e spesso l’ho sostenuto da solo sulle mie spalle, tanto che il mio nome viene spesso associato al Volo Continuo di Roma. Una violenza subita, senza ricevere spiegazioni di alcun tipo. CONCLUSIONE. La mia sensazione è che il giornale dei giovani buddisti sia stato affidato a persone che con lo spirito buddista hanno ben poco. Il nostro maestro, Sensei, parla sempre di dialogo, quello che sento mancare da molti mesi nella Soka Gakkai, a scapito di un’aria malsana. Questo clima è presente nei responsabili dell’Organizzazione Buddista, che un po’ ne sono vittime e un po’ artefici e contribuiscono così a farlo pesare sugli altri membri della Soka Gakkai, almeno nell’ambiente romano. La mia guida rimane Sensei, conservo la sua fotografia sul mio cellulare e mi sforzo di leggere e fare mia ogni sua parola. Gli ho spedito questo Post, tradotto in inglese, per lettera in Giappone. Ma quando la misura è colma, non si può più far finta di niene e credo non bisogni aspettare nessuno per denunciare gli scandali, anche se albergano nella tua casa. Sono e rimango un buddista, pratico daimoku e seguo questa filosofia di vita; sono pronto a raccontare gli sviluppi di questa situazione in cui si trova ora la mia religione, a parlare, discutere con i suoi Ministri di Culto e con Sensei, e nel caso a smentire quanto ho scritto se si dimostrasse un racconto non veritiero.
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Commenti
Basta con le cittadinanze onorarie a Ikeda
SEMINA di ADESCAMENTO, l’elenco si allunga
Aiuto, altra cittadinanza onoraria a Daisaku ikeda!
Dopo DEMONTE, anche CASOLE d’ELSA, Siena, un grazioso paese di circa 3000 abitanti, ha concesso la cittadinanza onoraria a Daisaku Ikeda.
La notizia è certa, l’ho trovata nella rivista ufficiale della Soka Gakkai :
http://www.sgi-italia.org/riviste/nr/InternaTesto.php?A=2442&R=0&C=442
Da quello che riesco a ricostruire, sfogliando tra quanto comunicato dalla Soka con incredibile entusiasmo, le cose, probabilmente vanno così, almeno in certi casi. Si comincia con l’allestire qualche mostra, semi del cambiamento, fotografie di Ikeda e altro e si sensibilizza l’opinione pubblica locale. Poi qualche adepto, come ci ha testimoniato sokarinnovamento, (perché dovrei andare da un sindaco inguaiato con problemi di traffico a chiedere la cittadinanza di un giapponese del quale non ha mai sentito parlare?) presenta la richiesta al sindaco per il conferimento della cittadinanza onoraria. In quell’occasione i fuochi d’artificio sono le mostre che abbinano il giapponese a personaggi illustri. Il gioco è fatto. Altro che semi del cambiamento, questa è una semina di adescamento. Con la benedizione del sindaco si apre la strada a fare shakubuku, cioè nuovi adepti, cioè nuovi contribuenti. Tutte le volte che la Soka fa una mostra, un convegno, una qualunque manifestazione, cominciamo a tremare. Di lì a poco l’ignaro sindaco cadrà nel tranello. Siamo nelle mani del Consigliere di Modica, Giovanni Migliore. Ad oggi è l’unica persona che può contribuire a interrompere questa vergogna.
Mistero:Ikeda Washington Franklin
La foto della mostra con “ Daisaku Ikeda, G. Washington e Benjamin Franklin”è SPARITA dal sito originale inglese http://fraughtwithperil.com/markrogow/2010/06/03/ikeda-king-ghandi-georg...
e da quelli italiani dove era stata pubblicata. Chi sarà stato? Avrà dato fastidio a qualcuno? Questa violenza si commenta da sola e conferma, se pure ve ne fosse ancora bisogno, che bella gente è quella che fa certe cose. Non mi sembra una mossa intelligente. Capisco la vergogna, però adesso , oltre che chiusi al dialogo, potremo dire, senza tema di smentite, che sono chiusi anche alle foto.
Ikeda,George Washington and Benjamin Franklin???
Ikeda, King, Ghandi, George Washington and Benjamin Franklin?EBBENE SI’, in:
http://fraughtwithperil.com/markrogow/2010/06/03/ikeda-king-ghandi-georg...
Per poco svengo! Il Maestro dei Maestri non si accoppia solo con Ghandi e Martin Luther King ma anche con GEORGE WASHINGTON e BENJAMIN FRANKLIN.. .
June 3, 2010 Mark Rogow22 comments
http://fraughtwithperil.com/markrogow/2010/06/03/ikeda-king-ghandi-georg... He is also an honorary member of the Club of Rome.
Daisaku Ikeda e cittadinanze onorarie. URAGANO!
Comune di Modica: Daisaku Ikeda tra lauree e cittadinanze onorarie
http://www.noallasokagakkai.eu/
Modica, inserita dall’Unesco nel Patrimonio mondiale dell’Umanità per le sue magnificenze barocche, è una ridente cittadina a 150 metri sul livello del mare, vicina a Ragusa, con circa 55mila abitanti. Quella mattina del 13 maggio scorso (2010) c’era un bel sole. E nulla, ma proprio nulla, lasciava presagire che, da lì a poco, sarebbe scoppiato un temporale, ma che dico? Un uragano! Dal nome caraibico “Hurican”, che designa il dio del male! La prima impercettibile avvisaglia si manifesta con un garbato messaggio inviato ad una radio locale. Fausto Righi scrive “Digitare su google: bluff Daisaku Ikeda. Grazie”. Da una approfondita analisi esegetica emerge, senza ombra di dubbio, che Fausto Righi è un esperto! La teoria della comunicazione insegna infatti che un’affermazione “intrigante” come quella del messaggio, colpisce l’attenzione molto di più di un’affermazione assertiva, del tipo:”Il tal dei tali è un bluff”. A cogliere la potenzialità esplosiva del messaggio è un Consigliere del Comune di Modica, il Dott. Giovanni Migliore, che si rivelerà, da subito, persona attenta, aperta al dialogo e sinceramente interessata al bene e al buon nome di Modica. Migliore di nome e di fatto, il Consigliere pubblica l’intrigante messaggio sul suo forum. E non a caso. Il 30 gennaio 2010 il Sindaco di Modica, Sig. Antonello Buscema, già noto per le sue proposte drasticamente risolutive in tema di randagismo - discusse anche nella trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa - aveva infatti conferito la cittadinanza onoraria indovinate a chi? Al Signor Daisaku Ikeda, leader indiscusso della setta Soka Gakkai e del partito guerrafondaio Komeito (ora New Komeito); stramiliardario tra i più potenti non del Giappone ma dell’Asia; autore estremamente prolifico - secondo i critici letterari e non solo - di opere non sue; persona che si fa pregare due volte al giorno assieme ai morti pur essendo ancora vivo; pluri-laureato ma solo honoris causa; definito dai suoi - ma solo dai suoi - “la più alta espressione del buddismo del mondo” con buona pace del Dalai Lama, che non lo conosce e nemmeno lo riconosce. Insomma, ce n’è abbastanza per dar fiato alle trombe. Il popolo degli internauti non si fa attendere. E con l’arguta e dissacrante ironia che caratterizza il mondo virtuale dei blogger, appaiono “firme” prestigiose che spalano, a più non posso, sui davvero malcapitati Daisaku Ikeda & Soka Gakkai.
Innominato, Tapiro d’oro, Pietro Micca, Dr. Jekill e Mr. Hyde, Inorridito, Convertito, Sempre più Inorridito, Senti chi parla fino al Presidente del Club dei Potenti Nemici della Soka Gakkai sono solo alcune delle tante “firme” che battono e controbattono su un tema che tra paure, ansia, affiliati mistici, affermazioni subito smentite e proclami totalmente inascoltati, riscaldano gli animi in questa estate ancora incerta. C’è chi vuol conoscere i nomi dei cittadini insigniti della cittadinanza onoraria e quali sono i criteri per assegnarla. Il Consigliere Migliore ricorda che una sera, sicuramente prima di un Consiglio Comunale, aveva capito che c'era un buddista nella stanza del Sindaco ma non sapeva della consegna della cittadinanza onoraria. Appare l’Innominato e pubblica: Informazioni sul fondatore della SGI - Soka Gakkai Internazionale -La setta giapponese che diffonde un falso buddismo http://www.fiorediloto.org/sokagakkai.htm . Non poteva trovare di meglio! Davanti a così sconcertanti notizie, Pietro Micca si chiede e chiede: Ma come facciamo, noi Modicani, a scegliere? Daisaku Ikeda? Chi è costui? Non vorrei che anche questo fosse un bidone come i soci privati della defunta Multiservizi. Quali sono i criteri? Esiste un elenco? Quanti sono? Dove possiamo attingere per sapere? Forse sul sito del Comune? Consigliere Migliore ci aiuti a conoscere questi nostri Cittadini onorari e Onorati. E’ evidente, dal pathos che trapela dalle angosciose domande di Pietro Micca che i cittadini sono turbati e chiedono, con ansia, di essere rassicurati anzi, “illuminati”. Lo”Scarparu”(?) si esprime con un linguaggio dialettale arcaico che mi sembra esprima comunque disappunto: “è nautru ca mancia pani a trarimientu a Muorica i cugniemu tutti. pacienza”. Silvio fa accostamenti con Scientology e suggerisce Amore, Amore, Amore. Direi che è comprensibile. Cosa di meglio, davanti a ciò che non si conosce e che quindi fa paura, che appellarsi al sentimento più grande, più nobile e più appagante? Il pathos si sta trasformando in anelito mistico di salvezza. Per R.C. appare sempre più inopportuna la cittadinanza onoraria resa dal Sindaco di Modica a questo tizio giapponese, profeta del bene e della pace, ma del quale l'umanità intera farebbe tranquillamente a meno. E poi Modica, città delle 100 chiese (cristiane), da sempre legata a sentimenti e tradizioni prettamente di fede cattolica cristiana, che dà gli onori ad un "falso" buddista, be… pare molto fuori luogo. Da notare che l’osservazione di R.C. si differenzia dalle precedenti perché esprime un malcontento basato su un ragionamento logico. C’è il tentativo di razionalizzare. Questa caratteristica indica che il problema della cittadinanza onoraria è sentito e seguito da cittadini di diverso livello culturale, tutti accomunati da identica contrarietà. Che sia un caso di hitai doshin? Per chi giustamente non lo sapesse hitai doshin è un’espressione usata dalla Soka Gakkai per esprimere, in maniera complicata, la banalissima constatazione che l’unione fa la forza. Il Consigliere Giovanni Migliore, preoccupato per quello che sta succedendo ai suoi concittadini scrive: “Io spero che con il contributo di tutti, riusciamo a capire bene chi è questo Daisaku Ikeda. Voglio fare l'avvocato del diavolo e quindi voglio sforzarmi a trovare tutte le buone ragioni e considerazioni che hanno portato l'Amministrazione a dare la cittadinanza onoraria a questa persona. Aiutatemi”. Pubblichiamo tutto quello che troviamo. Alla fine di questa ricerca, se le cose non sono chiare, farò una interrogazione al Sindaco per farmi e quindi farci spiegare da lui quali sono stati i presupposti per il rilascio di questa cittadinanza onoraria.La miccia ha preso fuoco: arriva di tutto. Qualcuno ha la sfrontatezza di citare il libro di dialoghi di Daisaku Ikeda con Arnold Toynbee e si ritrova sbattuta in faccia la lettera della nipote dello storico inglese, Polly Toynbee, che racconta tutta un’altra versione. Le risate continuano. Il 3 giugno, il Giornale di Ragusa pubblica un articolo dal titolo: Chi è il cittadino onorario modicano Daisaku Ikeda? Un pacifista, un truffatore, un miliardario, o che altro? Nell’articolo si accenna anche alla vergogna del Tempio Sho Hondo e alle discusse frequentazioni di Daisaku Ikeda con il dittatore panamense Noriega. Nella stessa data appare sul forum una Ricerca intitolata “Daisaku Ikeda & Cittadinanze onorarie. Ma allora è un vizio”! Cosa non salta fuori! E’ ormai evidente che il Consigliere Migliore sta rendendo un servizio a tutto il Paese, all’Italia, stimolando una riflessione e una presa di coscienza collettiva attorno a fenomeni che sollevano inquietanti interrogativi: perché succede tutto questo? A cosa serve? Sarà il caso di informare l’ANCI? Il sindaco Buscema risponde il 5 giugno e sembra di leggere un comunicato standard della Soka Gakkai. Un blogger fa osservare al Sindaco che è stato scritto fin troppo per smontare le cose asserite dal primo cittadino. Basta cercarle nel forum del Consigliere, senza bisogno di andare lontano. Ecco che scoppiano discussioni sulla attendibilità delle notizie in rete. Praticamente qualcuno prova a sostenere che le fonti attendibili di internet sono solo quelle alle quali attinge lui. Quelle degli altri sono false. Tra l’altro viene fuori, dalla risposta del Sindaco, che Daisaku Ikeda ha scritto un libro pure con Aurelio Peccei. Notizia questa sempre sottolineata dalla Soka Gakkai e davanti alla quale continuo a rimanere perplesso. Dal ping pong di ritorno si apprende infatti che Peccei era un Massone. In un disperato tentativo di difesa qualcuno ricorda l’adesione della Soka all’O.N.U. L’avesse mai fatto! La risposta è: E’ UFFICIALE la lettera a Javier Peres-de-Cuellar (1990) Segretario Generale delle Nazioni Unite dove si chiede di: “privare la Soka Gakkai della sua sede alle Nazioni Unite, ottenuta a partire da un'affiliazione immeritata.” Non solo, apprendiamo anche che, tra gli affiliati all’O.N.U. c’è anche la Chiesa del Reverendo Moon, il Rotary Club di Kathmandu e l’Associazione Scouts della Tanzania. Con tutto il rispetto per queste associazioni, ci viene comunque da ridere nell’apprendere che a Roma i seguaci della Soka Gakkai hanno anche provato a cambiare il nome di una scuola elementare, che era intitolata a Carlo Pisacane. Questi pseudo buddisti - il Buddhismo è ben altra cosa - volevano che si chiamasse Tsunesaburo Makiguchi, il fondatore della setta. Per fortuna la protesta dei genitori è stata “incontenibile”. Cosa sarebbe successo se la scuola si fosse chiamata col nome impronunciabile di Tsunesaburo Makiguchi. Cosa avrebbe risposto una creatura di sei o sette anni alla domanda: Tesoro, ma tu in che scuola vai? Il 7 giugno un Cittadino attento, sconvolto dai dati emersi dalla Ricerca “Daisaku Ikeda & Cittadinanze onorarie. Ma allora è un vizio” chiede al Sindaco Buscema di fargli conoscere l’elenco esatto delle cittadinanze onorarie conferite al giapponese. Testualmente: “Mi riferisco solo a quelle italiane, le altre lasciamole stare. In particolare vorrei conoscere, non per curiosità ma per consapevolezza, se mancano dei Comuni all’elenco che sottopongo alla sua attenzione e a quella dei membri della Soka Gakkai. Vorrei anche sapere se l’elenco, racimolato da quanto emerso da alcuni post di questo forum, ivi compresa la sua risposta, è corretto. Perché, navigando in questo mare magnum anzi, in questo oceano, sono venute fuori anche targhe e dottorati vari. Ma, come lei ha più volte affermato, la trasparenza è un obiettivo del suo impegno politico. In nome di questa trasparenza attendo fiducioso una risposta. Grazie.”
ELENCO PROVVISORIO, FORSE INCOMPLETO,FORSE IMPRECISO, DELLE CITTADINANZE ONORARIE ITALIANE di DAISAKU IKEDA:
Asti ? Castelbuono ? Cecina ? Certaldo ? Civitavecchia -Firenze - Floridia ? Grosseto - Marciana Marina ? Matera - Modica - Occhiobello ? Palermo ? Pisogne ? Sabaudia - San Marino - San Benedetto del Tronto - San Lazzaro di Savena - Terracina ? Torino - Venegono Superiore?. Non è finita! Salta fuori pure il problema delle Lauree honoris causa e dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana. Si parla di legami tra gli Ordini dei Cavalieri di Malta, Cavalieri di Gran Croce e Massoneria. Spuntano i Cavalieri della Tavola Rotonda di Scicli, i Cavalieri di Sant’Agata di San Marino e il reciproco scambio di cortesie con i discendenti dei samurai. E una chicca, da segnalare all’Organizzazione Mondiale della Sanità: Soffri di Bulimia? No problem! Basta far molto daimoku e la pillola va giù, la pillola va giù, la pillola va giù? L’ipotesi di segnalazione all’O.M.S. è stata accantonata dopo aver sentito il parere di un Neurochirurgo, ex membro Soka e, in quanto tale, doppiamente competente. Non mancano nemmeno i riferimenti a Ratzinger e alla pedofilia, per la serie “Guarda quelli, mica sono meglio di noi”. Come dire per esempio che, se tutti imbrogliano, che male c’è se imbroglio anche io? Tentativo veramente maldestro, disperato e di cattivo gusto, di salvare quel che affonda. O che galleggia? Dimenticavo! Del caso “Cittadinanza Onoraria a Daisaku Ikeda” si interessa anche il telegiornale regionale e non mancano video di You Tube, fotografie e splendidi fotomontaggi di blogger, anche loro doppiamente competenti.
Questo e molto altro in http://www.giovannimigliore.it/forum_cittadinanza.asp
Di questo passo, perché è ancora tutto in progress, Modica, città dei merletti, diventerà famosa per aver individuato una nuova tipologia di essere umano: il Pluricittadinanzeonorato!
Hurican, il dio del male, non si è ancora placato. Devadattak
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Soka Gakkai e Membri di Diamante
http://www.mombu.com/religion/general/t-soka-gakkai-ikeda-money-collecti...
Su questo sito in lingua inglese si trovano interessanti notizie sulla $oka Gakkai giapponese, diffuse dal giornalista Isao Dan, da un docente universitario e da altri. Mi limito a trascriverne alcuni brani e ci tengo a sottolineare che la mia traduzione è imprecisa, ma solo per incompletezza.
I puntini indicano che non ritengo rilevante tradurre oltre oppure che, nel dubbio, preferisco sorvolare piuttosto che alterare, involontariamente, la traduzione. Invito a controllare personalmente la versione inglese delle notizie. Grazie e buona lettura:
… E’ di comune conoscenza l’enorme quantità di denaro della Soka Gakkai, derivante dall’attività di raccolta che chiamano zaimu. Il metodo in atto per raccogliere denaro è costituito da bonifici bancari. E’ un metodo estremamente efficiente, organizzativo. Queste attività di raccolta di denaro sono platealmente devianti dallo spirito religioso … La cifra base dello zaimu della Soka Gakkai è di 100 $, non vi è alcun limite per chi voglia versare importi superiori a questa cifra… (Sorvolo sul riferimento che segue, relativo al legame tra Komeito e Soka perché ormai lo sanno tutti ndr)… I soldi intascati annualmente dalla Soka Gakkai oscillano tra i 2 e i 3 miliardi di dollari … Qualcuno parla di 3.900.000.000 di dollari. Il che è notevolmente diverso dagli altri enti religiosi. Lo zaimu è stato originariamente introdotto dalla Gakkai nel decennio 1945 – 1955. A quel tempo solo le famiglie ricche potevano sostenere lo zaimu e ogni famiglia ha donato 4.000 yen all’anno. (Il tasso di cambio del dopoguerra era di 360 yen per dollaro …) Tuttavia – continua Mr. Isao - lo zaimu è stato gradualmente esteso …Dai primi anni del ’70, per realizzare kosen rufu hanno introdotto lo “zaimu speciale”, col pretesto di costruire impianti denominati Centri di cultura Soka e per regalare templi alla setta. Dal 1977 ha preso il via l’attuale forma di zaimu, con la quale, una volta all’anno, si raccolgono almeno 100 dollari a persona… quella che si chiamava Divisione membri zaimu ora si chiama Divisione membri kosen rufu…. Secondo il giornalista Masau Okkotsu, laureato all’Università Soka, in precedenza la quota base di zaimu era di 100 $ a persona l’anno, ma ora non c’è alcun limite a quanto una persona può dare al di sopra di tale importo … vi sono famiglie che danno 10.000 o 20.000 dollari l’anno. I Membri Gakkai che danno più di 100.000 dollari sono chiamati MEMBRI di DIAMANTE. La sede ha ordinato ai leader di capitolo di documentarsi in merito ai MEMBRI di DIAMANTE di cui si può disporre. Ci sono stati casi in cui la Gakkai, essendo venuta a conoscenza della morte di un padre, ha raccolto il denaro che il defunto aveva messo da parte per la famiglia. Dal 1985 la Soka ha istituito la Banca Trasferimenti nelle grandi città, iniziando da Tokyo in via sperimentale. Dal 1990 l’istituzione è operante a livello nazionale. Mr. Okkotsu spiega che prima del sistema dei trasferimenti bancari,le donazioni in denaro avvenivano solo nell’ultima domenica di luglio, attraverso il sistema dei distretti e dei capitoli … i soldi venivano trasportati alla Gakkai in scatole di cartone, ma i responsabili … Questo è accaduto spesso. Inoltre era pericoloso trasportare grandi quantità di denaro in automobile, l’idea dei trasferimenti bancari … La Soka Gakkai viene definita come ente religioso per la raccolta di denaro, con la Banca Trasferimenti ha ulteriormente aumentato la sua efficienza. Un ex capo di distretto della Soka dichiara: Ufficialmente non vi è alcuna coercizione nello zaimu da parte della Gakkai ma sono molto abili nella raccolta dello zaimu. … i cordoncini utilizzati per il confezionamento dell’oggetto di preghiera in perline( penso si tratti del juzu, il cosiddetto rosario, ndr) sono stati fatti passare per commemorativi … e cambiano ogni anno … I membri sono classificati in livello A, livello B e livello C, in base alla misura della loro fede. In vista della raccolta dello zaimu, i membri devono scrivere l’importo che verseranno nel corso dell’anno e la data del versamento … Se l’importo che è stato scritto viene versato non c’è problema, ma se il denaro non viene versato alla data indicata o se è di importo inferiore, i leader vanno nelle case dei membri a convincerli fino a che il denaro non è raccolto. Sono implacabili, non fanno sconti. Che fine fa questa enorme quantità di denaro raccolto? Secondo Dan ( il giornalista, ndr) la Gakkai dispone attualmente di 20.040.000.000 $, soltanto di interesse questi soldi fruttano 70milioni di dollari. Sono investiti soprattutto nel settore immobiliare. Costruiscono strutture e centri di formazione in tutto il paese, di recente hanno acquistato castelli in Italia e in Inghilterra. Inoltre le spese per il personale, si tratta di 3.000 dipendenti, costituiscono un importo rilevante. Oltre a questo probabilmente danno anche soldi alle scuole Soka. Tuttavia un esperto finanziario dice che la maggior parte del denaro raccolto è investito nei mercati finanziari … ( qui si parla anche del legame con la Mitsubishi Bank) … c’è anche un fondo per le spese d’oltremare, che sono molto alte. Naturalmente una quantità sufficiente di denaro va per il capitale e le spese di viaggio di Daisaku Ikeda per gli incontri con i VIP d’oltremare … I credenti ritengono che questo non sia giusto, hanno dato i loro risparmi, hanno fatto offerte e si sentono traditi, manipolati. In risposta a questo illegittimo utilizzo di fondi sono in atto da tempo azioni legali per il rimborso dei soldi. Non c’è dubbio che l’esistenza stessa della Soka Gakkai è deviante, visto che sfrutta la debolezza delle persone. … Mentre la Chiesa dell’Unificazione (altra setta, ndr) prende i soldi della gente ma lascia loro una pentola per cucinare, la Gakkai si prende tutto fino a che non c’è più niente. L’esistenza della Gakkai è male, dall’inizio alla fine. Il Prof. W. Kitano, del servizio giuridico della Nihon University dice … il loro zaimu e la Banca Trasferimenti non hanno alcun significato religioso, nonostante tutto questo la Gakkai è riconosciuta come una società religiosa, che di per sé è strano ed è chiaramente in violazione della Costituzione … … Famosa citazione: “Come principio eterno la Soka Gakkai non chiederà mai il più piccolo contributo dell’ offerta ai membri” Daisaku Ikeda, Seikyo Shimbun, 16 giugno 1962.
Soka Gakkai & Membri di Diamante
I Membri dello Staff DIAMANTE Soka in Italia sono gli Addetti alle pulizie. Si chiamano Diamante perché fanno “brillare” i gabinetti e svuotano i cestini.
I Membri di DIAMANTE sono invece quelli che danno alla $oka giapponese più di 100mila $ l’anno. Si chiamano Diamante perché fanno “brillare” gli occhi, non svuotano i cestini ma riempiono le tasche.
Soka Gakkai e il Mistero del gosho n. 3
Il Mistero del Gosho n.3 – Ipotesi esplicativa -
Questa è una perla:" Il samurai Shijo Kingo raccontò nelle sue lettere di aver UCCISO i suoi avversari, e ciò provocò il COMPIACIMENTO di Nichiren Daishonin, che lo incoraggiò sempre, e soprattutto gli raccomandò prudenza considerando l'irruenza dell'amico". Altra perla: "Durante la sua esistenza, Nichiren Daishonin aveva affermato la sicura salvezza attraverso la sua pratica religiosa, ma negli ultimi anni di vita incominciò a esprimere la speranza nella rinascita nel Ryozen jodo (La terra pura della montagna dello spirito), in netta contraddizione con l'insegnamento fino ad allora predicato". Entrambe queste “perle”, del nipponista Cristiano Martorella, sono pubblicate nel sito: http://cristiano-martorella-archivio.blogspot.com/2009/11/nichiren-e-il-...
Al che mi sono illuminato, e ho pensato: stai a vedere che queste perle hanno a che fare con il mistero del gosho n.3! Come è noto, nella precedente edizione del gosho per volumetti, i volumetti andavano dal n.1 al n. 9. Ma in tutto erano otto, perché mancava il n.3. La cosa non si spiega. Quando ho chiesto chiarimenti ad alcuni vertici della Soka Gakkai ho avuto solo risposte evasive, minimizzanti, del tipo: sarà stato un errore, che vuoi che sia! Secondo me invece è, eccome è! La numerazione prestabilita, e poi non rispettata, indica che la stampa era già stata programmata e devono essersi accorti, all’ultimo momento, che non era il caso di pubblicare il volumetto n.3. Magari conteneva qualcosa che non quadrava. Ma tanto chi ci avrebbe fatto caso? I membri prendono tutto per buono. Anche io ero membro allora. Ma non l’ho presa così. Adesso il problema è superato. I gosho sono pubblicati tutti insieme, in un unico volume.
Del resto, per quanto tempo ancora e quanti saremo a ricordarci che i nove volumetti del gosho non erano nove ma erano otto? Temo che questa mia intrigante ipotesi resterà solo un’ipotesi. La Soka Gakkai ha il copyright di tutti i gosho, sia di quelli pubblicati che di quelli non pubblicati. Certo che è dura pensare che un budda si complimenti per l’uccisione di esseri umani. Per un budda la vita è sacra, anche quella dei nemici. E’ dura anche pensare che un budda , alla fine della sua vita, arrivi a cambiare bandiera! O sarà, molto più semplicemente l’ennesima conferma del principio buddista che nulla dura per sempre, che ciò che nasce muore, anche le idee, e che quel che caratterizza l’esistente è l’impermanenza? Non solo gli esami, ma anche gli studi non finiscono mai!
Lettera aperta ai Dirigenti della Soka Gakkai Italia
Lettera aperta ai Dirigenti della Soka Gakkai Italia
Alla cortese attenzione dei Signori Tamotsu Nakajima, Andrea Bottai, Francesco Geracitano Roberto Minganti …
Gentili Signori, questa è una richiesta di aiuto. E siccome credo nel dialogo, mi rivolgo a voi che ne condividete il valore. Dopo circa cinque anni sono uscito dalla Soka Gakkai, ma non per questo ho dimenticato, o buttato alle ortiche, i principi universali diffusi dal Buddha Shakyamuni e riconducibili, sostanzialmente e per farla breve, al valore fondamentale del rispetto nei confronti di tutto ciò che esiste.
Anzi, esprimo ancora un sincero grazie alla vostra organizzazione, che mi ha consentito di avvicinarmi ad una lettura e a una visione del mondo che considero veramente fantastiche. Ma, come voi insegnate con il principio di ‘nini funi funi nini -due ma non due, non due ma due’, mi sono scontrato, paurosamente, con l’altra faccia del rispetto.
Come vi dicevo, io credo nel dialogo. Ci credo perché ritengo che nessuno, ma proprio nessuno, sia portatore di verità assolute ma di punti di vista, e avverto l’esigenza di crescere, di approfondire. Paradossalmente, la mia “certezza” è il dubbio. Se qualcuno mi dimostrasse, razionalmente, che quello che sostengo è insostenibile, non esiterei a prenderne atto. Ritengo inoltre che il dialogo possa definirsi tale solo se si svolge tra persone che la pensano diversamente. Altrimenti non è dialogo, ma occasione di reciproca autocelebrazione. Per questo, essendo uscito dalla SokaGakkai ho cercato un dialogo con dei membri della Soka Gakkai. L’importanza del dialogo è particolarmente sottolineata da sensei. Il Presidente Daisaku Ikeda, come è noto, non ha esitato a dialogare con personaggi del calibro delinquenziale di Ceausescu e di Noriega. Per carità, io non sono all’altezza di questi dittatori, non sono un pericolo per l’umanità, sono un comune mortale. Però a me il dialogo è stato negato. Sono stato offeso, deriso, insultato e infine, ai primi di aprile, bannato. Sapete da chi? Dall’Amministratore di un forum buddista. Quello che mi ha veramente colpito è che nell’introduzione si legge che, pur essendo l’Amministratore un membro della Soka Gakkai, si tratta di un forum aperto al dialogo con tutti. Per appurare chi è che ha iniziato ad offendere, ognuno può controllare personalmente, come può controllare e paragonare il livello del linguaggio e delle argomentazioni, please: buddismo.forumcommunity.net
Intanto vi starete chiedendo perché mai io vi scriva questo.
Per una questione di correttezza. E di coerenza. Sicuramente ognuno è responsabile delle proprie azioni e il comportamento dell’Amministratore di quel forum, e di alcuni suoi sostenitori, non è assolutamente imputabile a voi. Tuttavia un simile comportamento getta discredito su tutta la Soka Gakkai. Non va bene. Sapete sicuramente meglio di me quanto sia determinante l’immagine sul piano della credibilità e del consenso, mi riferisco a quello acquisito e a quello potenzialmente acquisibile. Non a caso la Soka Gakkai si è dotata di un ufficio, o di un dipartimento, per le relazioni esterne. Comportamenti dettati dall’intolleranza, dalla chiusura al dialogo, dalla mancanza di rispetto, messi in atto da un membro della Soka Gakkai, e da altri compagni di fede, si estendono, per ‘effetto alone’ a tutta l’organizzazione ed è la stessa Soka Gakkai che, alla fine, rischia di essere identificata in chi predica bene e razzola male. Sappiamo bene, del resto, quale importanza attribuisca il Presidente Ikeda all’effetto alone, come risulta dal suo abbinamento a quei grandiosi veri pacifisti che sono il Mahatma Gandhi e Martin L. King. Il sottinteso riferimento al New Komeito è voluto. Ma torniamo a noi. So, da sokarinnovamento, che è in atto un’indagine, che gira un questionario, per capire i motivi del crollo delle vendite di Nuovo Rinascimento e di Buddismo & Società. Secondo me, visto che voi dite che il buddismo è vita quotidiana, bisognerebbe cercare di essere più vicini alle persone, aiutarle a crescere. Questo è l’aiuto che vi chiedo! Spiegate ai vostri membri, per esempio, che quando si discute su internet, come ovunque, è molto poco buddista insultare, insultare e solo insultare. E non mi riferisco solo al forum che mi ha bannato. Di siti, di occasioni di discussioni virtuali, su internet ce ne sono tanti, come ben sapete, e girano anche gli hacker, che bloccano l’accesso alla rete. Non so da chi ricevano gli ordini, ma questo è terribile. Mi è anche dispiaciuto molto leggere, sempre su sokarinnovamento, in ‘illuminati e illuminanti messaggi’ - ex tracce 2- che Andrea Bottai consigliava di non usare email o internet perché non aiutano a crescere. Certo, come sostenete voi, il messaggio ‘cuore a cuore’ è tutta un’altra cosa. (Come mai siete andati su Sky?) Ma internet, ormai, è vita quotidiana, proprio come lo è il buddismo. E la circostanza che esistano siti che voi avete definito diffamatori non mi convince.
A meno che non vogliate dare la colpa ai tre potenti nemici. “Se vuoi conoscere il presente guarda le cause poste nel passato”. Deduco che se la Soka Gakkai e Daisaku Ikeda sono oggetto di considerazioni col segno negativo, vuol dire che da parte loro sono state poste cause col segno negativo. Non siete voi ad insegnare che nulla accade per caso? Che un effetto negativo è la retribuzione karmica di una causa negativa? Ci tengo a chiarire queste cose perché sapete, io ho studiato molto, quando ero membro. Poi ho studiato di più, anche altro. Come dice il Presidente Ikeda? Andare avanti, sempre, mai fossilizzarsi! Così ho cominciato a studiare cose diverse da quelle pubblicate da Esperia. E pensare che ci ho creduto davvero! Per arrivare a capire che la vostra interpretazione del decimo fattore è: In-coerenza dall’inizio alla fine. Grazie. Sono, letteralmente, Senzaparole.
Omosessuali e Gongyo in Soka Gakkai
Omosessuali e Gongyo in Soka Gakkai, ovvero Sokarinnovamento, il bambino e l’acqua sporca
Sokarinnovamento, che si caratterizza per un’ostilità viscerale nei confronti della attuale dirigenza romana della Soka Gakkai e per un’altrettanta viscerale devozione nei confronti di Daisaku Ikeda e di Nichiren, motivo quest’ultimo che non riesco a condividere, sta pubblicando notizie a mio parere davvero interessanti. Si tratta di un patchwork di mail di alcuni iscritti a Tracce, il sito critico nato a seguito della deriva autoritaria della Soka Gakkai nei primi anni del 2000. Faccio un esempio.
Si legge:
“ Nel caso di persone omosessuali, in più di un'occasione, si addussero motivazioni grossolane per bocciare la proposta di assegnare loro una maggiore responsabilità nell'organizzazione. La presenza di diffuse eccezioni testimonia unicamente, e fortunatamente, la non ufficialità di tale impostazione”.
E ancora , in merito alla riduzione di gongyo:
“… Il cambiamento di liturgia è semplicemente un altro passo del processo che vede la SG perdere sempre più i connotati religiosi per diventare semplicemente un'etica (per altro non particolarmente originale)… semplifichiamo ancora di più la liturgia, così sarà più facile per le persone più semplici praticare; in altre parole, il numero dei membri potrebbe aumentare, per lo meno il numero di quelle persone poco colte e quindi più facilmente manipolabili”.
Sono 53 pagine e ancora non ho avuto il tempo di leggerle tutte, ma conto di farlo. Per chi fosse interessato ecco le “ Istruzioni per l’uso”: http://www.sokarinnovamento.ru/introduzione.htm
Cliccare su Home, quindi su“ancora tracce 2”e, finalmente su “illuminati ed illuminanti messaggi” Mai buttare il bambino con l’acqua sporca.
Ikeda e Kosen –rufu?
Sul sito http://www.noallasokagakkai.eu/ è pubblicata questa interessante notizia, dedicata a chi ancora sostiene che il New Komeito non ha nulla a che fare con la Soka Gakkai di Ikeda , ovvero, Ikeda volta gabbana pur di rimanere in sella...o meglio, alla faccia del Kosen-rufu. 11 Febbraio 2010
“LDP lotta invano per ricostruirsi - Bloccato in un solco con nessuna ideologia, cura di ALEX MARTIN Giornalista.
Prendendo la parola lo scorso mese al primo convegno del Partito Liberal Democratico dalla sua caduta dal potere per mano degli elettori avvenuta la scorsa estate, Katsuya Nomura, ex direttore della squadra di baseball Tohoku Rakuten Golden Eagles , ha espresso alcune parole di di avviso per l'LDP (il partito che ha perso- ndr). ... Omissis ...
Tanaka ha scritto che, nonostante l'erosione del sostegno da parte della base il LDP, è stato in grado di mantenere la maggioranza della Camera Bassa per lungo tempo grazie ad un calo generale della partecipazione al voto, che ha evidenziato il valore dei voti "organizzati" il LDP, e per l'alleanza del partito con il New Komeito. ... Omissis ... Le prospettive dell' LDP per elezione della Camera Alta sono secondo gli esperti assai cupe acnhe considerando il fatto che ora il New Komeito è fuori dal potere e non più in grado di fornire alcun sostegno da ex partner di coalizione.
IL neo-eletto capo del New Komeito, Natsuo Yamaguchi, ha chiaramente indicato che il suo obiettivo principale è quello di ricostruire il partito - avendo subito una perdita di 10 seggi nelle ultime elezioni generali - invece di perseguire alleanze con il LDP.
Ci potrebbero essere anche buone ragioni per credere che il New Komeito, sostenuto dalla più grande organizzazione laico-buddista giapponese, Soka Gakkai, voglia tentare di trovare un dialogo per un nuovo legame con il DPJ (il partito che ha vinto - ndr).
Saito, Yale University, ha detto che la sconfitta elettorale del New Komeito è dovuta in larga misura alla sua alleanza con l'LDP.
"Le politiche messe in atto dalla coalizione Ldp-New Komeito non erano coerenti con gli interessi economici del partito - in particolare i membri della Soka Gakkai, molti dei quali appartengono alla fascia di reddito più basso", Saito aggiunge che la politica estera della coalizione ha tradito le aspettative dei sostenitori del New Komeito come partito pacifista. ...Omissis...
Saito sostiene che il New Komeito può guardare al DPJ come potenziale partner di coalizione a meno che non calcoli che schierarsi ancora con l'LDP sarebbe più vantaggioso.
Per l'intero articolo: http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/nn20100211f1.html
Poiché http://www.noallasokagakkai.eu/ è un sito molto corretto, riporta anche la versione originale inglese di questo articolo. Non si sa mai, a qualcuno potrebbe venire in mente che è stato alterato nella traduzione, proprio come la Soka Gakkai ha alterato le traduzioni del gosho.
Daisaku Ikeda maestro???
Giorno per giorno: guida dell’11 maggio
Poiché Nichiren esorta a recitare anche solo una o due volte per raggiungere l’illuminazione, il maestro dei maestri Daisaku Ikeda osserva che “Alcuni potrebbero pensare: Bene! Accantonerò la pratica e me la prenderò comoda, poi diventerò serio con la fede un anno prima di morire”. Poi ci spiega, senza argomentare , che Nichiren intendeva spronare a dedicarsi alla pratica con sempre maggiori sforzi e non solo una o due volte. Non colgo il legame tra le parole di Nichiren e quelle di Ikeda, ma questo è normale, basta pensare alle riunioni di studio mensili. Quello che soprattutto mi turba è altro. Il maestro dei maestri Daisaku Ikeda dà per scontato che le persone sappiano quando moriranno. Da quando? E questo sarebbe un insegnamento? Adesso mi aspetto che qualcuno tra i bambini di Ikeda si alzi a difendere sensei, spiegando che questa bestialità sulla conoscenza della data di morte è solo un esempio, che va interpretato in un altro senso. Rispondo fin da adesso che un maestro, se è maestro, parla chiaramente, e comunque non dice strafalcioni. Del resto ormai è noto che Daisaku Ikeda non è un maestro. E’ solo un plurilaureato, honoris atque pecuniae causa!
Un boomerang colpisce Ikeda
Ho appreso con gioia che in un altro paesucolo dello stivale , San Lazzaro di Savena - il precedente credo sia stato Modica, in Sicilia – si è fatta, proprio in questi giorni, propaganda al maestro dei maestri.
Nella presentazione, sfacciatamente agiografica, si legge che Daisaku Ikeda "è autore dal 1983 di una nuova proposta di pace che ogni anno viene inviata sia all'ONU che ad eminenti personalità di tutto il mondo".
Come dire che da 27 anni nè l'ONU nè le eminenti personalità di tutto il mondo prendono in considerazione Daisaku Ikeda e le sue proposte.
Ma siamo matti?
Io licenzierei i responsabili delle relazioni esterne, l'ufficio marketing, gli addetti stampa, quelli della propaganda Soka e via dicendo.
Questa è una notizia boomerang, che si ritorce contro, provocando un effetto contrario a quello desiderato. Povero Daisaku, esposto al pubblico ludibrio dai suoi stessi uomini! Però, a pensarci bene, cosa dice la Soka? Che la distruzione, il nemico vero, viene dall'interno.
Prendo atto che, in questo caso, la setta pseudo buddista per antonomasia ha ragione.
Soka Gakkai : In-coerenza dall’inizio alla fine.
Soka Gakkai : In-coerenza dall’inizio alla fine.
Ovvero: predicare bene e razzolare male
Nel Nuovo Rinascimento n.439 del 15 marzo 2010 l’editoriale a firma di Tamotsu Nakajima verte sul grande principio di ‘Apprezzare e lodare ogni persona’:
“È importante sentire gratitudine nel cuore, in qualsiasi circostanza e nei confronti di tutti, ricercando in ogni situazione e in ogni persona qualcosa di cui possiamo essere grati e che possiamo lodare. Apprezzare e lodare tutte le persone intorno a noi, non solo quelle che ci piacciono e con cui andiamo d'accordo, facendo tutto il possibile per incoraggiarle e sostenerle”. MA COME SI FA? COME SI PUO’? Daisaku Ikeda ha condotto per circa venti anni una lotta spietata contro Nikken Abe, disprezzandolo, mancandogli di rispetto e insultandolo senza ritegno, lui che è il Maestro dei maestri, leader buddista, rispettoso e pacifista! Attenzione, non sto dicendo che Nikken avesse ragione, non entro nel merito. Sto dicendo che non ci si può riempire la bocca dell’importanza del valore del rispetto ‘universale’, cioè verso tutti e poi, come niente fosse, mancare di rispetto anche a una sola persona. E nel caso di Ikeda non è una sola persona. Quanti dice che sono i membri Soka? Altro che “apprezzare e lodare tutte le persone intorno a noi, non solo quelle che ci piacciono e con cui andiamo d'accordo …” come sostiene il piccolo grande capo Tamotsu Nakajima. Questa gente pensa che chi li legge non capisca o che non ragioni, pensa che i membri siano disposti a bere tutto, anche contraddizioni palesi come questa. E alla fin fine devo riconoscere che, visti i ‘bambini di Ikeda’, probabilmente hanno ragione.
Daisaku Ikeda, Tamotsu Nakajima & company dimostrano di avere una così scarsa considerazione dei propri adepti che continuano a permettersi il lusso di predicare bene e razzolare male. Del resto la scappatoia è pronta. In caso di obiezione rispondono: segui la legge, non la persona. Peccato che poi nel gosho si legga che la legge non si propaga da sola ma che occorrono le persone e che, di conseguenza, le persone che propagano la legge meritano il massimo rispetto. Mi sembra inevitabile,anche limitandomi a considerare solo queste premesse, non riuscire a rispettare né Daisaku Ikeda né Tamotsu Nakajima.
Nell’editoriale si cita addirittura “il Bodhisat¬tva Mai Sprezzante (Fukyo), che riveriva la condizione di Buddità in ogni essere umano …”. Per quanto io tenti di trovare un senso alla sfrontatezza che emerge tra il dire certe cose e i comportamenti di sensei – e penso anche alla sua prostrazione davanti a Hu Jintao – mi trovo in difficoltà. Se devo prendere per buono il principio che in ogni essere umano c’è la buddità devo concludere che Nikken non era un essere umano. Altrimenti, essendo essere umano e, in quanto tale portatore di buddità, Daisaku Ikeda non lo avrebbe insultato. O pensate sia più corretto affermare che lui non avesse la buddità? Perché se avesse avuto la buddità Ikeda non lo avrebbe insultato. Ma se Ikeda dice che tutti hanno la buddità non va bene neanche questa ipotesi. E’ davvero terribile trovarsi di fronte a questo groviglio inestricabile!
Karma, ma non secondo Daisaku Ikeda & Soka Gakkai
Mi sono imbattuto in questo articolo che trovo molto interessante, voi che ne dite?
Causa ed effetto nel buddhismo
Articolo sul concetto di causalità nel buddhismo pubblicato dal sito Nipponico.com.
Inga, la mistica della legge inesistente. Il rapporto causale secondo il buddhismo,
di Cristiano Martorella
5 agosto 2007. Una credenza molto equivocata è sostenuta dalla maggioranza dei buddhisti riguardo al karma e il rapporto causa ed effetto (in giapponese inga to kekka). Si pensa, in maniera ingannevole, che ogni buona azione abbia una ricompensa e ogni malefatta riceva una punizione. Così si attribuisce alle disgrazie e sventure un rapporto con le azioni precedenti, non soltanto in questa vita ma anche nelle esistenze anteriori secondo la dottrina della metempsicosi. Questo sistema delle retribuzioni di benefici e punizioni viene chiamato genericamente karma, dal sanscrito karman che significa semplicemente azione. In realtà il Buddha storico, Shakyamuni, non ha mai attribuito un senso così meccanico e deterministico al karma, anzi ha sempre sostenuto il carattere ingannevole e illusorio del rapporto causale.
L'equivoco dei buddhisti ha conseguenze drammatiche e nefaste nella pratica. Infatti la credenza fallace che ogni azione sia ricompensata o punita porta ad una attesa spasmodica per qualcosa che non accadrà. Constatato che in questa vita ciò non avviene, i buddhisti si consolano e si ingannano sperando nell'esistenza successiva. Questo atteggiamento genera frustrazione e ansia, appunto ciò che Buddha voleva superare. Buddha aveva anche avvisato insistentemente i suoi seguaci dal pericolo costituito dalla pratica religiosa seguita in modo non corretto. La dottrina buddhista mal interpretata produce danno e dolore così come un serpente afferrato per la coda si rivolge contro chi lo tiene e lo morde .
Nonostante i tanti equivoci, molti maestri buddhisti indicano correttamente la spiegazione che Buddha ha fornito della causalità. Buddha non ammette una causalità in senso stretto. La causa esige un rapporto diretto con l'effetto. Ed è proprio questa dipendenza unilaterale che viene criticata da Buddha stesso. E' soltanto sotto condizioni molteplici, praticamente infinite, che qualcosa avviene. Ciò che appare, ogni fenomeno, non si origina da sé né da un altro sé, non si origina neppure a caso. In realtà non è prodotto ma si origina in interdipendenza. Non c'è sostanza che si trasforma da sé (produzione da sé). Non c'è produzione dal nulla di un dio o di un uomo (produzione da altro). Tali idee sono soltanto il prodotto di un pensiero antropocentrico che considera le cause al lavoro alla stregua di un ceramista che preso un pezzo di argilla lo trasforma in un vaso. Lo stesso rapporto stretto di dipendenza unilaterale tra causa ed effetto viene disciolto in una molteplicità di condizioni complesse.
Un altro equivoco fondamentale è costituito dall'affermazione della coincidenza di causa ed effetto. Generalmente i buddhisti interpretano la coincidenza di causa ed effetto come il potere miracoloso di Buddha nell'esaudire le preghiere e i desideri. Invece non è affatto così.
In realtà causa ed effetto sono coincidenti nella consapevolezza. Attraverso la consapevolezza la causa viene dissolta nell'effetto perché si comprende e osserva la non-sostanzialità del rapporto causale che è un fantasma della nostra mente Non esiste una causa singola ma cause infinite quindi incommensurabili e non determinabili.
Notehttp://discutiamodelgiappone.blogspot.com/2009/12/causa-ed-effetto-nel-buddhismo.html
Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.
- Le contraddizioni di Daisaku Ikeda -
Nel Nuovo Rinascimento n.438 del 1 marzo 2010, Saggi di Daisaku Ikeda: Il Gosho e la relazione maestro-discepolo ‘La strategia del Sutra del Loto’, Daisaku Ikeda scrive:
Non dimenticherò mai queste parole del mio maestro: «Vincere è divertente e gioioso, sono meravigliosi i sorrisi dei vincitori; perdere invece è deprimente e doloroso. Ecco perché nella vita è così importante la vittoria. Il vero scopo della nostra fede e del Buddismo che pratichiamo è quello di vincere». Poi, sempre nello stesso saggio, verso la fine - si prega di controllare – Daisaku Ikeda ricorda questa guida del Daishonin: «Considera allo stesso modo sofferenza e gioia, e continua a recitare Nam-myoho-renge-kyo» (Felicità in questo mondo, RSND, 1, 607).
RIFLESSIONI: Ikeda dice che vincere è gioioso e che si pratica per vincere, poi cita Nichiren che dice che la gioia va considerata allo stesso modo della sofferenza. Dei due l’uno. O ha ragione Daisaku e ha torto Nichiren, o ha ragione Nichiren e ha torto Daisaku. Daisaku enfatizza l’importanza della vittoria in quanto gioiosa mentre Nichiren ridimensiona la gioia alla stregua della sofferenza.
DOMANDA: Ma come si fa a contraddirsi così vistosamente? Come si fa a chiamare maestro uno che prima afferma una cosa e dopo sostiene il suo contrario?Addirittura smentendo il monaco giapponese Nichiren che la Soka Gakkai considera budda al posto di Shakyamuni? Ma i membri Soka non le vedono queste assurdità? E cosa ne pensano? Facciamo un sondaggio, chi ha ragione: Daisaku o Nichiren?
Rispetto, tolleranza e apertura al dialogo, made in Soka
Il Rispetto , la tolleranza e l’apertura al dialogo, come sono vissuti da alcuni membri Soka. http://buddismo.forumcommunity.net/ (parte prima)
Ciao a tutti, ieri mattina, 31 marzo, l’amministratore del forum sopra citato mi ha bannato. Credo che chi mi conosce sappia che non sono una persona che insulta. Sono invece stato più volte pesantemente insultato dall’amministratore, che usa lo pseudonimo di makeda. Questo signore, non riuscendo a controbattere quelle che io considero civilissime constatazioni, sostanzialmente riconducibili a quanto ho scritto nella Lettera a i Membri della Soka Gakkai, mi ha dato dello psicopatico, consigliandomi il ricovero. Non ho mai avuto una risposta pertinente se non frasi del tipo: non è vero, non hai capito niente, sei oscurato , in preda ai demoni e via dicendo. Da qualche giorno mi diceva di considerarmi virtualmente bannato, perché non era in grado, per motivi tecnici, di farlo realmente. Gli ho risposto che non faccio cortesie a chi mischia le carte in tavola. E per dimostrare ulteriormente le mie ragioni gli ho ri-scritto diversi brani dei miei commenti per dimostrare, non tanto a lui, che lo sapeva, ma agli altri utenti, che mi ero comportato più che civilmente. Ognuno di voi può controllare. Il forum – dove ho usato lo pseudonimo “senza parole” - è articolato in diverse sezioni. Chi volesse cercare i miei commenti faccia riferimento alle date più recenti.
Quello che adesso mi preme sottolineare è altro. Il comportamento del sig. makeda è la testimonianza lampante di cosa può fare la fede quando si trasforma in FANATISMO, con l’aggravante che questa persona ricopre il ruolo di amministratore del forum. Non so se makeda si rende conto della pessima figura che ha fatto fare alla Soka Gakkai impedendomi l’accesso al forum. Parlano di tolleranza, di apertura al dialogo e di rispetto della diversità. Dicono anche di praticare per la felicità di tutta l’umanità. Se non fosse così, chissà cosa mi avrebbe fatto.
Parte seconda- Rispetto ...
Parte seconda - Il Rispetto , la tolleranza e l’apertura al dialogo, come sono vissuti da alcuni membri Soka.
http://buddismo.forumcommunity.net/
Ecco la mia risposta che ha messo makeda con le spalle al muro. Non sapendo cosa rispondere, mi ha bannato:
No makeda. Non faccio cortesie a chi mischia le carte in tavola. Se il regolamento è stato infranto, il primo ad infrangerlo sei stato tu, seguito a ruota da alcuni amici. Gli insulti e le offese sono partite da voi. Come fai a scrivere: “questo è un forum per crescere nella fede buddista” quando, il 29 dicembre 2008, hai scritto: “Io faccio parte della Soka Gakkai, ma non voglio che questo influenzi il forum... Più posizioni ci sono, meglio è... Non è un forum Soka Gakkai, ne di qualunque altra scuola”. Che fai, cambi idea e non avverti? Oppure cambi idea e nemmeno te ne accorgi? Hai il coraggio di dire: “Da questo momento non sono più accettate critiche non costruttive”. Spiegami, sei in possesso di qualche monopolio che ti consente di discernere sulla qualità delle critiche? Le mie critiche sono altamente costruttive: mirano a far aprire gli occhi sul grande bluff di Daisaku Ikeda e della Soka Gakkai. C’ero caduto anche io. E ritengo mio dovere farlo capire, anche ad una sola persona. Poi continui: ” Le risposte sono sempre state date …”. Se consideri risposte dire: non è vero, è falso, sei psicopatico … hai ragione. Solo che queste non sono risposte. E avrai letto che non sono l’unico a fartelo notare. Hai la faccia tosta di scrivere: “sia chiaro che quando (senzaparole) mi scrive che tal dei tali dice tal cosa.....per me è aria fritta. Le nostre pubblicazioni sono UFFICIALI”.
Ebbene, makeda:
- sono UFFICIALI anche le notizie che Daisaku Ikeda ha guidato il Komeito. Si trovano dappertutto, anche sul sito UFFICIALE della S.G. I. (Per chi non lo sapesse ricordo che il Komeito ha sostenuto la guerra in Iraq, il riarmo nucleare del Giappone e non si è MAI opposto alla pena di morte in Giappone. In Italia invece la Soka ha raccolto firme per la moratoria della pena di morte. Non si sa che fine abbia fatto l’iniziativa. Sembra si sia trattato di una mera operazione di immagine, visto che in Italia la pena di morte non c’è).
- Sono UFFICIALI le notizie sul grande bluff dello Sho Hondo, controllate il sito inglese ASSOCIAZIONE VITTIME SOKA GAKKAI.
- E’ UFFICIALE che Ikeda, che sproloquia sui diritti umani, si sia prostrato davanti a Hu Jintao, Presidente della Cina, grande violatore dei diritti umani, non solo in Tibet. La notizia del poema che Ikeda gli ha dedicato è riportata da Nuovo Rinascimento. Più UFFICIALE di così!
-E’ UFFICIALE che Ikeda ha fatto inginocchiare i membri del Kansai perché per colpa loro il Komeito ha perso le ultime elezioni. E’ stato detto l’anno scorso, in occasione di una Consulta della Soka a Roma. Tu non c’eri? Ma ci rendiamo conto? Un Buddista, per giunta leader, che impartisce punizioni?
- E’ UFFICIALE, è sotto gli occhi di chiunque, che Ikeda appone la sua firma su tutto, dai trattati filosofici ai consigli vari, dalle spiegazioni ridondanti a parole in libertà definite impropriamente poesie e poemi, fino a tautologie impressionanti. Alla faccia del maestro!
-E’ UFFICIALE che l’ufficio studi della Soka Gakkai, a Tokyo, annovera 2600 persone.
- E’ UFFICIALE che Ikeda ha il copyright del Gosho Zenshu.
- E’ UFFICIALE che Ikeda ha richiesto, ma non ha ottenuto, il copyright di Nam Myo Ho Renge Kyo.
-E’ UFFICIALE che Ikeda è alla ricerca continua di attestati e riconoscimenti vari, visto che sul tanto ambito Premio Nobel può mettersi l’anima in pace, oltre che per le nefandezze del Komeito, per la guerra quasi ventennale che conduce contro Nikken Abe, e non solo a suon di carte bollate.
- Sono UFFICIALI i rapporti di Ikeda con Ceausescu, Noriega e altri. Continuate pure a raccontare che lo ha fatto per la pace.
- E’ UFFICIALE la manipolazione dello storico inglese Arnold Toynbee, come testimoniato dalla famosa lettera della nipote Polly.
-E’ UFFICIALE la lettera a Javier Peres-de-Cuellar Segretario Generale delle Nazioni Unite dove si chiede di “ privare la Soka Gakkai della sua sede alle Nazioni Unite, ottenuta a partire da un'affiliazione immeritata.”
E’ UFFICIALE che Daisaku Ikeda è stramiliardario. Magari è la conseguenza dello zaimu, visto che non risulta che abbia mai lavorato.
E’ UFFICIALE che il Gohonzon viene assegnato subito, praticamente senza preparazione, poi chi s’è visto s’è visto.
Adesso mi sono stancato. Un’ ultima osservazione e chiudo. In merito alla discussione su alcune poesie di Daisaku Ikeda, che poi di Ikeda non sono, hai scritto a Devadatta 7:
‘Stai ancora a discutere con senzaparole??? Consideralo "virtualmente bannato"’.
Cosa fai, impartisci ordini? Quasi che le persone fossero tuoi sudditi? E chi ti dà questo potere? Tu decidi per gli altri? Tu saresti buddista? Uno dei miei pseudonimi è senzaparole, ma tu mi lasci veramente SENZA PAROLE.
Terza parte: Rispetto ...
Terza parte -Il Rispetto , la tolleranza e l’apertura al dialogo, come sono vissuti da alcuni membri Soka.
Ecco quello che ho ri-scritto il 30 marzo su http://buddismo.forumcommunity.net/
All’attenzione degli utenti di questo forum. Oggi makeda nell’ambito di: ‘Il confine tra critica e offesa- Discussione aperta e democratica sulle regole del forum’, ha avuto la sfrontatezza ( poi si capirà perché parlo di sfrontatezza) di scrivere: “ Se qualcuno non vede e non riconosce la modalità assolutamente perversa di senzaparole …” NON CI STO - PER ME QUESTO è TROPPO, e poiché makeda continua a chiamarmi in causa insultandomi sempre più gravemente ho pensato che la cosa migliore sia quella di ripercorrere le fasi del mio ingresso in questo forum, il come ne sono uscito e perché sono tornato. Non chiedo giudizi, per carità, la parola è troppo grossa. Chiedo, a chi avrà la pazienza di leggermi, di farmi conoscere il suo pensiero. Sono andato a sfogliare, in questo forum, alla voce “Il Buddhismo in generale” la discussione su Disastro Karmico e ho ripreso, per non farla troppo lunga, degli stralci di miei commenti con makeda e Devadatta7, comunque ognuno può controllare. Ce ne sono, naturalmente, molti altri. L’obiettivo è quello di sapere se, alla luce delle mie modalità espressive, l’ulteriore accusa di makeda abbia fondamento. Ripeto, perché sia chiaro a tutti, che sto cercando non giudizi ma pensieri, riflessioni, opinioni. Grazie.
A Devadatta 7, a Chouette, a Makeda.
Inviato il: 10/12/2009, 13:34 (Senzaparole, già definito: utente cancellato, suppongo perché non allineato con l’amministratore)
Allora amici, la Soka Gakkai che voi seguite, e che io ho abbandonato, insegna, tra tanti, il principio buddista in base al quale la realtà è interpretazione. Ognuno vede la realtà dal proprio punto di vista, stato vitale, esperienza, ambiente culturale e da mille altre cose. Se siamo d'accordo su questo è già un grande passo. Ho provato a dire la mia in un sito "in disaccordo"perchè il dialogo è costruttivo se lo affrontiamo da prospettive diverse. Prendo atto che non ci spostiamo. Le vostre argomentazioni non mi convincono, le mie non convincono voi. Il problema Komei, lo scandalo Sho Hondo, le versioni storiche diverse da quelle diffuse da Esperia, l'intolleranza, e mi fermo per rispetto a voi, non mi consentono, allo stato attuale delle mie conoscenze, di considerare credibile la Soka Gakkai. Con questo non intendo sminuire i grandi valori universali propri del buddhismo. Questa è la vostra strada, vi auguro di percorrerla felicemente.
A Makeda, Inviato il: 19/1/2010, 16:18,( con lo pseudonimo di uroburo3, perché avevo problemi con la password)
Caro Makeda, pensavo che con alcuni membri fosse proprio nata dell’amicizia. Attestazioni di stima, apprezzamento, solidarietà, visite a casa, qualche volta una pizza, che ne dici? Non mi sono allontanato polemicamente, ma col massimo rispetto per la loro fede. Io mi sono allontanato dall’Organizzazione. Le persone dell’Organizzazione si sono allontanate da me. Mi sembra diverso. (…) Per cortesia, perché non provi a smontarmi, se ci riesci, punto per punto, i ragionamenti e le deduzioni, oltre ai documenti e alle esperienze citate nella LETTERA ai MEMBRI della SOKA GAKKAI? Naturalmente non con asserzioni del tipo: non è vero. Sai bene che dichiarazioni del genere lasciano il tempo che trovano. Spiegami, soprattutto, come può, la Soka Gakkai, dichiarare di essere l’unica detentrice del vero Dharma quando altre scuole seguono Nichiren e recitano N.M.R.K.? Spiegami cosa c’è dietro questa dichiarazione. Chiedilo prima di tutto a te stesso. Non sei tu a dire che occorre , prime di tutto lavorare su noi stessi? L’onestà intellettuale va rispettata da parte di tutti, soprattutto da te, che sei Amministratore del Forum. Il Buddismo insegna che le accuse sono di chi le fa. Tu continui ad offendermi dandomi del bugiardo, falso, recentemente qualcuno ha parlato anche di paranoia. Il fatto che tu creda al demone del sesto cielo o ai tre potenti nemici quando ci sono degli attacchi va rispettato. Ma vado rispettato anche io che non ci credo più e che, lungi dal parlare a vanvera, mi documento e cito le fonti. Posso immaginare, se permetti, il valore che attribuisci a N.M.R.K. Lo ho fatto a lungo anche io. Ma questo non ti autorizza a pensare che tu hai ragione e io torto. Io non mi considero detentore di verità assolute. Sono venuto a parlare con voi che la pensate diversamente per capire meglio, per approfondire. Ogni cosa che diciamo vale per il momento in cui la diciamo. Poi potremmo cambiare idea. E’il normale processo di crescita. Ma per affrontare una crescita, che è sempre cambiamento, e quindi sofferenza, occorre, da entrambe le parti, disponibilità, apertura mentale, rispetto, non intransigenza. Ciao.
A Devadatta7 Inviato il: 20/1/2010, 16:59 (lo pseudonimo è ancora uroburo3) Buongiorno Devadatta 7 e sempre grazie per le tue garbate risposte. Cerco di spiegarmi meglio. Mi chiedi cosa voglio capire. Per risponderti devo fare una premessa. Non ritengo di essere detentore di verità assolute. Non credo a verità assolute. In questa fase della mia vita ho consapevolmente preso posizione contro la Soka Gakkai. Ma non sono rigido. Non ritengo di avere io ragione e gli altri torto. Ritengo che guardiamo le cose da punti di vista differenti. Ricordi cosa dice Nichiren a proposito degli spiriti affamati e dei comuni mortali davanti alle acque del Gange? Avverto il bisogno di confrontarmi con chi la pensa diversamente da me, dal momento che, lo ribadisco, ritengo che non esistano verità assolute. Quindi non escludo di poter rivedere le mie posizioni. Qualora venissi a conoscenza di argomentazioni che le smontano non esiterei a prenderne atto e a rivedere le mie opinioni. Come ho detto a Makeda considero la possibilità di cambiare opinione alla stregua di un normale e comunque doveroso processo di crescita. Spero sia chiaro che sto parlando sul piano della logica, non su quello della fede. Per questo motivo ho citato episodi verificabili e ampiamente documentati. E’ su questi che chiedo di impostare un dialogo. Se le risposte che mi pervengono si basano sulla fede, invece che sulla logica, sarà molto difficile capirsi. Il dialogo va condotto sugli stessi argomenti. Se stiamo parlando di matematica non ha senso esaltare la bellezza della botanica. Sono cose diverse. Quello che per me è importante, prima di tutto, è approfondire. Non sto parlando di certezze. Se non credo nelle verità assolute non posso credere nelle certezze. Quindi, “le certezze” verso le quali tendo rappresentano, sostanzialmente, una probabilità, alta, che le cose stiano in un certo modo. Quanto alla pratica, ritengo di averla sperimentata seriamente. Ti trascrivo, al riguardo, quello che ho dichiarato nella Lettera ai Membri della Soka Gakkai:“Non è che io non capisca o non abbia provato l’emozione derivante dalla recitazione e la sensazione di serenità e di pace in un contesto culturale così diverso da quello occidentale. Valori immensi, nei quali tuffarsi, per vivere meglio, insieme, noi e gli altri. Ero grato alla Soka Gakkai.” Non credo che esistano organizzazioni di uomini che siano perfette. Significherebbe credere alla perfezione dell’essere umano. Credo però che certe organizzazioni abbiano il dovere, morale, di essere coerenti con i principi che affermano di perseguire. Ti ricordo che ho rivolto sette quesiti sulla fede al sig. Tamotsu Nkajima e che non si è mai degnato di rispondermi. Alla faccia del rispetto tanto sbandierato dalla Soka Gakkai. (…) Sei molto carina ad invitarmi a praticare ancora. Sono costretto a ripeterti che questo tuo invito riguarda il piano della fede e che ho chiesto di incontrarci sul piano della logica, dei fatti. Hai certamente ragione quando dici che occorre rivoluzionare la propria vita ma dimmi, se tu vedi qualcosa che non funziona, se vedi un bambino mettere le dita nella presa della corrente, non intervieni? Anche questo è rivoluzionare la propria vita. Mi sto riferendo alla circostanza di opporsi a ciò che non funziona. Io credo di trovarmi di fronte a fatti profondamente scorretti. Stare zitto significherebbe soltanto avallarli. Lo dice anche Daisaku Ikeda, più volte, che bisogna opporsi alle ingiustizie, addirittura fosse per una sola persona. In questo caso, secondo me, le persone sono molte di più. Dimostratemi, soprattutto tu, che considero una persona particolarmente sensibile e aperta al dialogo, che le mie affermazioni sono tipiche di un paranoico. Credo di aver già risposto alla domanda relativa al vuoto da colmare. Lo dico in un altro modo. La mia lettura dei fatti dimostra, per parafrasare un’espressione buddhista, “la totale incoerenza dall’inizio alla fine”. Sto cercando di verificare, sempre nei limiti del possibile, da che parte sta la coerenza: nelle vostre posizioni o nelle mie. Converrai con me che la natura della coerenza è razionale e che va perseguita sul piano della logica. Quanto ai motivi che mi hanno indotto ad abbandonare la pratica sono quelli che ho illustrato nella Lettera ai Membri della Soka Gakkai e che, a tua richiesta, trascrivo nuovamente:
“Considerazione di base:
La Soka Gakkai non ha il monopolio del Buddismo, nemmeno del Buddismo di Nichiren Daishonin, dal momento che esistono diverse scuole che seguono il monaco giapponese e che recitano, al pari dei membri Soka, NMRK. Nonostante questo, la Soka Gakkai afferma di essere l'unica detentrice della vera legge, del vero Dharma, e non riconosce le altre scuole, ragion per cui, giustamente, l'U.B.I. non riconosce la Soka gakkai.
Già questa posizione mi allarma.
Il buddismo insegna la tolleranza, il principio di interdipendenza, la relatività di tutti i fenomeni.
La Soka Gakkai, definendosi l'unica detentrice della vera legge, nega questi valori ed esprime arroganza, assolutismo, unicità. Non prendetevela con me, ma questo non è buddhismo.
Questa prima constatazione mi ha messo paurosamente in guardia. Non mi sembra una cosa da poco. Il castello dottrinario costruito dalla Soka Gakkai si basa su posizioni che non sono buddhiste.
Come diceva Amleto? C'è del marcio in Danimarca.”
Spero di aver risposto a tutte le tue domande. Ti ringrazio della pazienza e dell’attenzione e ti auguro una splendida giornata.
Inviato il: 21/1/2010, 07:28(senza parole) Ciao Devadatta 7 e ancora grazie della tua attenzione (…)sono contento che con te e gli altri amici si riesca a capirsi meglio. Alla fine, forse, quello che conta è proprio questo. Anche se la vediamo da angolazioni diverse, tutti noi ci stiamo sforzando di dare un senso e dei valori alla nostra vita. Se comunque il rispetto per gli altri, la retta azione, il retto pensiero, e sapete bene di cosa sto parlando, improntano la nostra quotidianità,continuiamo ad andare avanti così. Regalando sempre qualcosa. fosse solo un sorriso. Davvero grazie. A te e a tutti gli altri amici. E felice giornata.
Inviato il: 22/1/2010, 08:31 (uroburo3) Ciao Makeda e ciao Devadatta 7. In qualche modo siamo riusciti a parlare e ve ne sono molto grato. (…) Lasciando da parte le mie idee personali, sono felice per voi della vostra fede. So che la fede aiuta. Certo, continuo a chiedermi, per usare l'espressione di Khaled Hosseini, se è meglio essere feriti dalla verità che consolati da una menzogna. Continuerò la mia ricerca. Spero di non avervi infastidito troppo. Mi propongo di tornare presto a salutarvi. E' troppo mandarvi un abbraccio? Ancora grazie. <<<>>> ERO “USCITO”. Poi però è successa una cosa veramente sgradevole. In un altro forum, il nostro Amministratore Sig. makeda , leggendo un mio commento, scrive: "Ohhh, il grande senzaparole. Sei approdato pure qui? MI SONO SENTITO COSTRETTO a TORNARE. Era il 23 febbraio scorso. Ancora grazie a chi ha avuto la pazienza di leggermi e a chi vorrà cortesemente dirmi se le mie modalità espressive sono assolutamente PERVERSE, come afferma makeda.
Soka Gakkai: In-coerenza dall’inizio alla fine.
Di cose gravi, nel forum http://buddismo.forumcommunity.net/ce ne sono tante, a partire dalla presentazione, altamente autoreferenziale, della serie ‘quanto siamo bravi quanto siamo belli’. Nell’Introduzione, l’amministratore sig. makeda dichiara che il forum è “ libero e aperto a tutti, per una crescita spirituale” E per fortuna che, essendo aperto a tutti banna le persone. Deve aver fatto confusione con il decimo fattore, quello della “coerenza dall’inizio alla fine”. Lui lo interpreta anzi, lo vive, come in-coerenza dall’inizio alla fine. Non contento di questa grande dichiarazione di apertura, direi ‘urbi et orbi’, poco dopo precisa: “Io faccio parte della Soka Gakkai, ma non voglio che questo influenzi il forum... Più posizioni ci sono, meglio è... Non è un forum Soka Gakkai, ne di qualunque altra scuola”. Evidentemente, quella di chi la pensa diversamente da lui non è una posizione, altrimenti non avrebbe detto “ più posizioni ci sono meglio è”. Insomma, da una persona che si contraddice in questo modo cosa ci si può aspettare? Che capisca? E’ impossibile. Secondo me non si rende neanche conto della ulteriore figuraccia che ha fatto fare alla Soka Gakkai. Domanda: ma la soka gakkai, prima di dare incarichi alle persone ne vaglia il livello culturale, dottrinario, comportamentale? Dall’esempio fornito da makeda direi di no.
Soka Gakkai e rispetto delle tradizioni
Da “Il Nuovo Rinascimento” n.436 – 1 febbraio 2010:
Il Kansai narrato nella Rivoluzione umana
La storia della Soka Gakkai dal 1955 al 1956. Un periodo ricco di tappe significative, tra le quali la ben nota campagna del Kansai .
“Partiti da condizioni sfavorevoli rispetto ad altre zone del Giappone, i membri del Kansai riescono a far eleggere i loro rappresentanti alla Dieta e alle circoscrizioni locali…”
MA ALLORA E’ UN VIZIO! Se già i membri del Kansai erano riusciti, nel 1956, a far eleggere i loro rappresentanti alla Dieta si spiega il legame tra Soka Gakkai e Komeito: la mescolanza tra religione e politica è di casa fra questi pseudobuddisti.
Riflessioni su Daisaku IKeda
Il "Maestro" Daisaku Ikeda.
-Una persona che si fa pregare due volte al giorno nelle preghiere silenziose, assieme ai defunti, quando è ancora vivo.
-Che dà guide su come dobbiamo comportarci anche se per lui le guide non valgono, e penso al Tibet.
- Uno stramiliardario amico di criminali, arricchitosi principalmente con la truffa colossale del tempio Sho Hondo .
-Un uomo di “cultura” che si compra lauree honoris causa e onorificenze varie.
-Paranoico al punto di accostarsi a Gandhi e a Martin Luter King.
-Che non riuscendo a ottenere il Nobel ha istituito – e poi si è fatto assegnare- un premio della pace dell’O.N.U.
- Che gestisce il terzo partito politico del Giappone, che è di estrema destra e sostiene la guerra.
-Che insulta pubblicamente e clamorosamente Nikken Abe, dimenticando che il buddismo, che lui stesso pretende di insegnare, si fonda sul rispetto.
-Che firma contemporaneamente testi complessi e banalità allucinanti.
-Leader pseudobuddista che si mette di prepotenza al centro della vita del praticante.
Come si fa a considerare Daisaku Ikeda un Maestro?
Per cortesia, qualcuno me lo spieghi.
Daisaku Ikeda Autore? Di che cosa?
La vasta produzione letteraria, a firma Daisaku Ikeda, si può sostanzialmente dividere in diverse tipologie:
- Libri ad alto contenuto filosofico, tipo Hoben e Yurio;
- Banalità deprimenti, tipo Giorno per giorno;
- Retorica ridondante, tipo gli editoriali di Nuovo Rinascimento;
- Tautologie e allontanamento dal testo, tipo le spiegazioni del gosho su
Buddismo e Società.
Quello che non mi convince è che ognuno di noi ha un suo inconfondibile stile di comunicazione e che di conseguenza è impossibile che una stessa persona sia disposta o in grado di scrivere stupidaggini e contemporaneamente sottigliezze da studioso.
Poi ho scoperto che l'ufficio studi della soka, a Tokjo, annovera
2600 persone.
Allora la domanda è: ma Daisaku Ikeda cosa ha scritto davvero?
E poi un'altra domanda: è più facile che una persona che non sa scrivere
si faccia bella con testi di altri o che invece una persona che sa scrivere si
appropri di fesserie?
Altro bluff di Daisaku Ikeda: Autenticità dei suoi scritti.
C’ero arrivato da solo, analizzando le diverse tipologie di testi a firma di Daisaku Ikeda. E l’ho scritto in “Daisaku Ikeda, Autore? Di che cosa?” ?
Adesso, ho trovato, con immenso piacere:
http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/it/S%C5%8Dka_Gakkai_International/6
“ I critici mettono in discussione l'autorità e l'autenticità delle scritture di Daisaku Ikeda”.
Inoltre: “ L'uso del termine sensei (insegnante, padrone„) riferito a Ikeda è considerato con sospetto, come prova simbolica ed ulteriore di culto della personalità. Molti membri di SGI osservano Ikeda e la sua vita come esempio grande di come usare la pratica nelle loro proprie vite”.
Sarà perchè è diventato supermiliardario? Potrebbe essere un modo per sostenere che la pratica funziona.
Non mollare
Non mollare quello che hai detto all'inizio. Molla Daisaku Ikeda. Come fai a crederci ancora?
Cristiano Martorella - Nichiren- Soka Gakkai
LETTERA APERTA a CRISTIANO MARTORELLA, NIPPONISTA a proposito di Nichiren
Daishonin, Budda della SOKA GAKKAI
Gentile Signor Cristiano Martorella, le chiedo un chiarimento pubblico, così come è
pubblica questa mia lettera. Avevo letteralmente e fedelmente “copiato-incollato”, per
diffonderlo perché lo ritenevo interessante - citando e pubblicizzando la sua
autorevole fonte- questo suo brano: “Il samurai Shijo Kingo raccontò nelle sue lettere
di aver ucciso i suoi avversari, e ciò provocò il compiacimento di Nichiren che lo
incoraggiò” nel sito http://www.janula.it/gente/forummost...=33&offset=105
e anche in molti altri. Oggi, 10 giugno 2010, sono tornato sul suo sito e, MERAVIGLIA
delle MERAVIGLIE, ho trovato questa versione:”Il samurai Shijo Kingo raccontò nelle
sue lettere di aver combattuto ferocemente contro i suoi avversari, e ciò provocò il
compiacimento di Nichiren che lo incoraggiò”.
http://cristiano-martorella-archivio.blogspot.com/2009/11/nichiren-e-ilm....
html
Converrà con me che c’è molta ma molta differenza tra le due versioni. Una cosa è
uccidere, altra cosa è combattere ferocemente. Una cosa è che io riporti la notizia di
uno studioso, facendo ipotesi collegate a questa versione, come potrà controllare in
http://www.noallasokagakkai.eu/gosho3.html
Il Mistero del Gosho n.3. altra cosa è che lo studioso cambi versione compromettendo
molto seriamente la mia credibilità, alla quale tengo in modo particolare. Ma magari
lei non ci ha pensato. Un giorno ha cambiato versione e chi si è visto si è visto. Per
fortuna è mia consuetudine documentarmi, quando scrivo e divulgo informazioni ,e
prendere atto di questa variazione mi ha veramente turbato. Ledere la credibilità di
una persona non è uno scherzo.
La Invito a rispondermi a questo indirizzo. email@noallasokagakkai.eu, naturalmente
il prima possibile.
Grazie, Devadattak. http://www.noallasokagakkai.eu/lettera%20a%20Martorella.pdf
La Soka Gakkai non vende
Su Sokarinnovamento ( http://www.sokarinnovamento.ru/introduzione.htm ) , che si caratterizza per un’avversione viscerale nei confronti della dirigenza romana della Soka Gakkai e per un’altrettanta viscerale devozione nei confronti di Daisaku Ikeda e di Nichiren, si legge che dopo il flop del questionario di Torino, (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/06/h... ) la Soka Gakkai ha diffuso un altro questionario, questa volta in tutta Italia.
Obiettivo del questionario è la risposta ad angoscianti quesiti: perché sono crollati gli abbonamenti? Perché Nuovo Rinascimento e Buddismo e Società si vendono sempre meno?
Non essendo un profeta posso solo azzardare un’ipotesi: i membri si stanno “illuminando” e cominciano a percepire il grande bluff di Daisaku Ikeda e della Soka Gakkai.
Pulizia etnica ???
Sokarinnovamento.ru, che si caratterizza per un’avversione viscerale nei confronti della attuale dirigenza romana della Soka Gakkai è diventato INACCESSIBILE. In passato era stato oscurato. Magari si tratta solo di un disguido dovuto a motivi tecnici. Su Facebook , nel sito Buddismo di Nichiren Daishonin e in Anti-sokagakkai , diverse persone che, invece che esprimere consensi, esprimevano dubbi e critiche ampiamente documentate alla Soka Gakkai, sono “scomparse”, assieme alle loro osservazioni. Su indymedia non sono più accessibili le voci relative al grande bluff dello Sho Hondo. “Senzaparole “ è stato bannato dall’Amministratore (membro Soka Gakkai) di buddismo.forumcommunity.net. Sorvolo sull’identica sorte di altri siti.
Il Karma. Io non ci credo, voi?
Non credo alla legge di causa ed effetto, non credo al karma. Come sappiamo, questa dottrina riconduce tutto alla responsabilità dell’individuo. Nulla succede a caso. Molto sbrigativamente possiamo dire che se le cose ci vanno male significa che abbiamo posto cause negative, se ci vanno bene significa che abbiamo posto cause positive. Riflettiamo un momento. Se noi siamo totalmente responsabili di tutto quello che ci accade, grazie all’automaticità e all’imparzialità della legge di causa ed effetto, con chi possiamo prendercela se le cose vanno male? Con nessuno. Questa legge rende contemporaneamente l’essere umano onnipotente e impotente. Onnipotente per la sua responsabilità totale, impotente perché, in quanto ferrea, la legge non è modificabile. Lascio volutamente da parte, in questa fase, il discorso sulla possibilità di cambiare il karma per evitare confusione. E’ un tema che secondo me merita una discussione a se stante, dal momento che le contraddizioni di Daisaku Ikeda su questo tema sono veramente notevoli (cambiamento del karma o cambiamento della percezione del karma).
Allora, quali sono le conseguenze SOCIALI di un simile credo? L’accettazione, indiscriminata, dello status quo. Accettare la legge del karma significa immobilismo, negazione della possibilità di cambiamento. E’ a questo punto, davanti a questa risposta che ho cominciato a dubitare.
Il concetto di karma, elaborato dai bramani che si interrogavano sul senso della vita, ha consentito all’India di impostare il suo sistema economico e sociale sulla rigida divisione in caste. Come avrebbe fatto un “intoccabile, un paria, membro della casta più infima anzi, un fuori casta” ad emergere dalla sua miseria? Non avrebbe mai potuto migliorare il suo status sociale perché, se era nato “intoccabile” la responsabilità era solo sua. Ognuno deve restare al suo posto. La conseguenza della legge di causa effetto, che il buddhismo ha assorbito dall’induismo, o bramanesimo, è quella di chinare la testa davanti all’inevitabilità della situazione. Forte di questo principio di ineluttabilità del rapporto di causa-effetto, che ha pervaso il D.N.A. di immense fasce della popolazione, l’India, ancora oggi, sconta le conseguenze di una mentalità che se ha fatto comodo al modello economico –sociale in passato si rivela ormai del tutto disfunzionale agli attuali criteri di sviluppo e di integrazione globale ( a proposito dei danni che possono fare le religioni ).
Davvero vogliamo credere che i milioni di esseri umani che soffrono la fame, i terremotati, gli alluvionati, le vittime di delinquenti o i bambini africani stroncati dall’A.I.D.S. o la creatura di otto mesi alla quale è stato ultimamente fracassato il cranio stanno scontando la loro retribuzione karmica? A me rimane impossibile crederlo. Ma qualora lo credessi, per coerenza, dovrei credere altre cose. Per esempio dovrei credere che se la Soka Gakkai o Daisaku Ikeda vengono diffamati, la responsabilità è della Soka Gakkai e di Daisaku Ikeda. Il principio, lo sappiamo, suona proprio così: Se vuoi conoscere le cause del passato guarda gli effetti del presente …
Mi convince molto di più il principio di interdipendenza, come caratteristica unificante dell’esistente. Nulla esiste di per sé e ogni cosa è correlata a tutto il resto. Una qualunque azione produce, di conseguenza, degli effetti su altre cose. Mi sto riferendo all’effetto farfalla, in base al quale variazioni infinitesimali possono produrre immensi cambiamenti: il battito d’ali di una farfalla in Amazzonia –secondo la scienza della complessità- diventa l’inizio di una serie di eventi che arriveranno a produrre un uragano da tutt’altra parte. Ma perché dico queste cose? Per cercare di spiegare che non credo che esista IDENTITA’ di NATURA tra causa ed effetto. Altrimenti, pensando che un uragano porta devastazione e morte , dovrei sostenere che il battito d’ali di una farfalla costituisce una causa negativa. Per dirla in un altro modo, non credo che una causa positiva produca, sempre e comunque, un effetto positivo. E viceversa. Le cause, in quanto tali, interferiscono, si condizionano e sono condizionate, si moltiplicano, si sovrappongono ma prescindono, sempre secondo me, da impostazioni automatiche e unidirezionali nell’ambito di situazioni complesse.
Insomma non colgo linearità, né identità di natura, nell’accostamento dei principi di causa ed effetto, se non a livello di situazioni semplici, estremamente lineari. In ambito chimico direi a livello di atomo, non certo di molecola. Del resto, è noto che la legge di gravità trova applicazione solo in determinati ambiti della fisica.
Certo, le conseguenze di questa impostazione ridimensionano notevolmente il “potere” dell’individuo. Ad alcuni può far più comodo sentirsi ‘padreterni’e la Soka Gakkai promette che ci si diventa, basta recitare N.M.R.K.
A questo punto mi viene inevitabile una riflessione. Se bastasse, come insegna la Soka Gakkai, recitare daimoku per realizzare i desideri come casa, lavoro, amore, salute e via discorrendo, i seguaci del maestro dei maestri, pluridecorato e plurilaureato, ma solo honoris causa, non sarebbero i venti milioni che lui dice - cifra questa impossibile da verificare - ma l’umanità intera. E non mi si venga a dire che non è questo il senso degli insegnamenti trasmessi da Daisaku Ikeda & Company, che la crescita è spirituale. Sono stato circa 5 anni nell’organizzazione, prima di ‘illuminarmi’e scappare.
Autenticità scritti Daisaku Ikeda, Nuovi elementi.
Autenticità scritti Daisaku Ikeda. Nuovi elementi.
“Ci siamo domandati il perché di tante frasi, aforismi e detti di Daisaku Ikeda. La riposta è che attraverso slogan un messaggio è più diretto in tutti i sensi, riassume molti concetti e rimane spesso impresso nella mente. Questo vale per Ikeda come per tutti i supposti “pensatori”.
Qualche settimana fa ci è giunta la solita email banale e buonista di un adepto sokista. Questa come firma riportava, a mo’ di sfida, la seguente massima:
“Dove finiscono le nostre capacità inizia la nostra fede. Una forte fede vede l'invisibile, crede l'incredibile e riceve l'impossibile.” Daisaku Ikeda.
Essendo noi profondamente critici in materia di originalità del Sig. Ikeda ci siamo allora domandati se fosse mai possibile trovare indizi e/o prove inconfutabili dell’originalità del pensiero del maestro Ikeda. Certo non lo abbiamo chiesto ai sigg. adepti che credono in tutto e per tutto a quello che gli viene riferito metodicamente; abbiamo invece cominciato a fare una ricerca abbastanza approfondita ma in realtà con scarsi risultati. Chiedendo invece ai nostri contatti, quasi casualmente, un nostro esperto di cinema ci ha illuminato e ci ha dato una traccia sicura da seguire. Dopo questa dritta con rapide ricerche sul web (lo potete fare anche voi) ecco la risposta che cercavamo:
“La fede è l’abilità di vedere l’invisibile, credere nell’incredibile ed è ciò che permette ai credenti di ricevere ciò che le masse credono sia impossibile.” Clarence Smithison. Non crediamo che ci siano dubbi sul fatto che le due massime siano di per se identiche (le varianti di ambedue si discostano di poco).
Voi vi domanderete chi sia Smithison e ce lo siamo chiesto anche noi.
Il Sig. Clarence Smithison è un cittadino statunitense che vive nello stato dell’Illinois, sembra essere una persona schiva, introversa e timida all’apparenza ma allo stesso tempo con una forte carica interiore che, a coloro che hanno il dono di percepirla, emana una forte capacità di attrazione. Questo è più o meno il quadro con cui lo dipinge il Sig. Bob Proctor. Quando questa massima sia scaturita dalla fervida mente di Clarence non ci è dato sapere, una data certa è il 1997, ovvero prima di questo anno in quanto il Sig. Bob pubblica un libro con tale affermazione.
Chi è Bob Proctor? Questo signore, sempre americano e sempre dello stato dell’Illinois, è considerato un maestro della filosofia del movimento “New Thought”. A sua volta questo signore si rifà allo scrittore (sempre americano) Wallace Wattles (1860-1911) ed ad altri personaggi dello stesso movimento. Su internet trovate un po’ di tutto sul “New Thought”. Sorprendentemente è loro una massima che, guarda caso, riflette appieno il pensiero della Soka Gakkai: “chiedi-credi-ricevi”.
A noi interessa sapere se è nato prima l’uovo o la gallina, ma crediamo in questo caso che Clarence sia arrivato prima di Ikeda e che questo “plurilaureato”, magnate, poeta, filosofo, pacifista, apolitico signore sia, come noi fortemente crediamo, un opportunista che strumentalizza il vero senso della filosofia buddhista per esaltare la propria personalità e per espandere le sue attività esclusivamente personali.”
Ho trovato questa documentazione su: http://www.noallasokagakkai.eu/massime.html e l’ho sintetizzata, senza alterarne i contenuti, chiunque può controllare. E’ un’ulteriore conferma di quello che avevo intuito da tempo e reso noto sotto il titolo:” Daisaku Ikeda autore? Di che?” e in http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/it/S%C5%8Dka_Gakkai_International/6 dove si legge:
“ I critici mettono in discussione l'autorità e l'autenticità delle scritture di Daisaku Ikeda”.
Ciao a tutti.
Tautologie di Daisaku Ikeda, della serie:Ikeda, Autore di che?
Devo riconoscere che il Sig. Daisaku Ikeda non finisce di stupirmi.
Ha dichiarato che il 2010 è “l’anno della vittoria completa Soka e del progresso dinamico dei giovani”.
Riflessioni:
Il termine vittoria, di origine latina, è chiarissimo. Indica il superamento di una difficoltà, il raggiungimento di un fine, la sottomissione di un nemico e chi più ne ha più ne metta. Certo è che la vittoria è un fatto in sé compiuto e concluso. Per esempio, la vittoria pone fine ad una situazione sgradevole per una delle parti in causa, decretando il successo dell’uno e la sconfitta dell’altro, indipendentemente dal fatto che si tratti di una vittoria su un nemico, sui propri limiti o sulla propria oscurità fondamentale, tanto per restare in tema.
Che dice invece Daisaku Ikeda? Parla di vittoria “completa” della Soka, come se esistessero vittorie incomplete (da non confondersi con la vittoria di Pirro che è altra cosa). Eppure dice sempre: il Buddismo è vincere o perdere, e qui non specifica se completamente o no.
Siamo chiaramente in presenza di una tautologia: figura retorica dal significato ripetitivo che consiste nell’aggiunta di contenuto ridondante, del tipo “ i quadrilateri hanno quattro lati”.
Ma cosa dobbiamo capire da questa frase? Che la Soka non ha ancora vinto.
Andiamo avanti e analizziamo il “progresso dinamico”.
Il termine progresso indica un processo, quindi qualcosa che si snoda nel tempo, non qualcosa che sta fermo. Questo processo porta dei miglioramenti rispetto a qualcosa di già esistente, un cambiamento, un passo avanti positivo. In quanto tale, esprime dinamismo. Ergo, il progresso è, per sua definizione, dinamico. Il maestro Daisaku Ikeda - più si va avanti meno si capisce di cosa sia maestro - parla di progresso dinamico. Altra tautologia.
Dobbiamo supporre che esista un progresso statico? O dobbiamo supporre che siamo in presenza di parole in libertà, poco riconducibili a chi si autodefinisce maestro?
Un Maestro le tautologie, cioè le fesserie, le ovvietà, non le dice.
E poi le poesie, dove le mettiamo?
Il Nuovo Rinascimento n.434 1 gennaio 2010, nel Report corso SGI Divisione giovani ci informa che i rappresentanti dei giovani italiani, hanno ricevuto dal presidente Ikeda un regalo per l'Italia: una grande foto che ritrae la Torre di Pisa, scattata dallo stesso Ikeda che a questa immagine ha dedicato anche una poesia:
«Ammirando in Italia / l'arte sublime / con i compagni di fede / quale emozione!»
Sfido chiunque a definire questa roba una poesia.
Altro blog oscurato
Sono lieto di trasmettere, su richiesta dell'Autore, questa comunicazione:
Buddha Street è praticamente sparito da Google. Non ci credete? Provate a cercarlo. Non è stato bannato, ma in qualche modo ha ricevuto una penalizzazione. Sto facendo le mie ricerche, leggo i forum, cerco di orientarmi tra i tag e i meta content, tra i page rank e le google bomb. Sto persino meditando di cambiare blog provider, naturalmente sempre tra quelli gratuiti. Esistono vari modi per influenzare Google e penalizzare un sito che non è ancora molto conosciuto, e forse qualcuno si è dato da fare.
Eppure Buddha Street non offende, non fa nomi e cognomi, non calunnia, non manca di rispetto e non sparge odio. In una parola, non ospita l’onshitsu. Perché allora usare mezzi sleali per non farlo trovare? Intendiamoci, non sto accusando nessuno, certamente non la Soka Gakkai o i suoi dirigenti. Potrebbe essere stato chiunque tra i "soli giusti" che indossano l'armatura da difensori dell'ortodossia e brandiscono il Gosho come fosse una daga. Putroppo nella Gakkai sono in tanti che, in nome del più nobile dei fini, giustificherebbero l’uso di mezzi quantomeno discutibili, come quando in passato si pedinavano i monaci per fotografarne la dolce vita nei night club di via Veneto. Dai, non mi dite che non lo dovevo scrivere, sapete benissimo che è stato pubblicato sul Sekyo Shimbum, un giornale che tira alcuni milioni di copie. Ma la verità è che chi si prestava a quei compiti era senza malizia e credeva di agire nel giusto, e oggi non mi riesce di incolpare nessuno, perché il ragionamento che sta dietro quegli atti non è altro che uno dei frutti nati dai semi culturali di cui ostinatamente scrivo, è la gramigna che cresce rigogliosa sul terreno del fondamentalismo del “solo noi” e del primato della forma sulla sostanza.
Certamente qualcuno, nel leggere questo post, proverà un qualche tipo di soddisfazione. Ma anche se googlebot non fa uno scan di Buddha Street dal 27 febbraio scorso io non me la prendo. Mi dispiace solo per il ricordo di mio padre, magari qualcuno in quei giorni ha interrogato i motori di ricerca per trovare il suo nome, ed è rimasto deluso. Non me la prendo, dicevo, perché in qualche modo me lo aspettavo, ci sono stato in mezzo tanti anni, è so bene che il silenzio è soltanto la forma dietro cui si celano pensieri e opinioni sussurrate.
Ma io credo che le idee debbano circolare liberamente, perché in tal modo quelle più forti, quelle capaci di rendere viva e brillante la realtà, avranno modo di farsi spazio ed affermarsi. Se una persona è pura e convinta della forza delle proprie idee non perde tempo a togliere la voce alle idee degli altri. E siccome la voce di Buddha Street è stata in qualche modo attenuata facendola sparire da Google, il motore di ricerca più diffuso del mondo, io propongo a chi vorrà farlo volentieri un modo alternativo per rimettere quelle idee in circolazione: stampare il biglietto da visita in testa a questo post e distribuirlo a chi ritenete possa interessare. Deve essere un gesto semplice e fatto alla luce del sole, perché non c’è nulla di male nell’esporre con garbo delle idee, e nessuno dovrebbe averne paura. G.M.R.
Ancoera grande bluff Sho Hondo
2)Grande bluff SHO HONDO – Controversia giuridica
Fonte: http://italy.indymedia.org:8000/smf/index.php?topic=71105.msg432054
Shikoku news (Shikoku Shinbunsha)
2005/07/08 23:59
Controversia giuridica per lo smantellamento del Taisekiji-Sho Hondo:
Sentenza sfavorevole ai membri della Soka Gakkai.
I credenti laici della Soka Gakkai, che da ogni parte avevano raccolto fondi per la costruzione del Tempio Principale della Nichiren Shoshu, avevano chiesto al Taisekiji un risarcimento, riferendo di accusare sofferenze emotive e psicologiche, a causa della distruzione dello Sho Hondo. Giorno otto luglio 2005, la Corte Suprema, presieduta dal Giudice Fukuda, nel corso di una seconda udienza di primo grado, ha respinto l’appello della Soka Gakkai dopo averne sentenziato l’inconcludenza delle richieste poste nella prima e nella seconda udienza.
Nel corso della prima e della seconda istanza si era discusso della raccolta di 35.500.000.000 di yen, da parte di 8.000.000 di membri della Soka Gakkai, perché si assicurasse l’oggetto di culto nella costruzione dello Sho Hondo e, a raccolta conclusa, il dono di quel fondo al Taisekiji. Tuttavia nel 1991 la Nichiren Shoshu si contrappose alla Soka Gakkai annunciandone la scomunica. Nel 1998 l’oggetto di culto fu trasferito in una nuova costruzione e, nel 1999, lo Sho Hondo fu demolito. La Soka Gakkai sosteneva che “lo Sho Hondo fu pensato e creduto costruzione destinata ad una lunga esistenza ed il suo smantellamento costituisce un illecito” pertanto articolava le sue richieste. Tuttavia la prima e la seconda udienza hanno concluso che “le aspirazioni dei donatori sono da limitarsi alla sfera religiosa” ed è stata respinta ogni ulteriore richiesta.
Nota: Si ricorda che lo Sho Hondo fu regalato da Ikeda a Nikken quando ormai poteva solo essere demolito per l’irreparabilità dei danni, derivanti soprattutto dall’uso di materiali scadenti e dalle economie nella sua costruzione. Lo Sho Hondo fu infatti costruito da Daisaku ikeda utilizzando solo gli interessi maturati sul capitale raccolto con le donazioni. Il capitale fu utilizzato per altro, si prega di controllare:
http://www.google.it/search?hl=it&source=hp&q=bluff+daisaku+ikeda&meta=&...
Grande bluff Sho Hondo- Ulteriori notizie
1) Grande bluff SHO HONDO – Ulteriori dettagli
Fonte: http://italy.indymedia.org:8000/smf/index.php?topic=71105.msg432054
"Lo Sho Hondo avrebbe dovuto essere il tempio principale costruito dalla
Soka Gakkai per custodire il Dai Gohonzon. Le operazioni di raccolta di danaro per la
costruzione sono iniziate negli anni settanta e sono durate parecchio, molte
persone hanno fatto rinunce e sacrifici per fare cospicue "donazioni".
Il tempio è davvero gigantesco sia come proporzioni che come struttura
portante.
Il solo tetto ha una struttura di quasi 300 metri di larghezza ed è di
forma ellittica convessa, sostenuto da 32 gruppi di colonne ognuna formata da
18 portanti, all'ingresso 5 enormi pilastri di 4 metri di diametro che
rappresentano i 5 caratteri di NMRK.
Per motivi non ancora accertati una parte della struttura delle colonne viene costruita usando materiali di scarso rendimento, la sabbia marina non raffinata rende l'interno delle colonne un gruviera visto che il sale viene fuso dopo la colata dall'acqua e dalla calce presente nella miscela di armatura principale.
In compenso, nella migliore tradizione dei templi costruiti dalla soka, all'interno finiture di grande lusso, marmo del portogallo, fontane in vetro temperato colato in
sintesi su strutture cromate, legni pregiati, l'ufficio principale destinato
al Signor Ikeda viene costruito su due laterali portanti che danno all'esterno sul
lato estremo dell'entrata principale e si sviluppa su due piani
trapezioidali che hanno come parte alta la sospensione del finale di trave
portante del tetto, sostenuto da cavi in acciaio di 1073 mm collegati tra
loro da una struttura in legno a formare una sorta di parete sospesa, dal
lato opposto un enorme vetrata semicircolare..
Appena terminato il tempio dopo varie ispezioni a norma di legge per
l'autorizzazione all'uso pubblico di un edificio di questa portata, la
commissione di edilizia antisismica stabilisce la non compatibilità della
struttura portante con il peso del tetto che viene stimato in circa 20000
tonn. esclusi gli accessori di servizio (lampadari, impianti elettrici,
sistemi antincendio ecc.)
Viene intimata un’ intera revisione delle strutture.
A quel punto il Signor Ikeda regala il tempio alla Nichiren Shoshu
liberandosi della patata bollente, e prende due piccioni con una fava:
I monaci non avrebbero avuto soldi per mantenerlo nemmeno se fosse
stato a posto per cui vengono smantellati i capitolati per reperire il
danaro sufficiente alla demolizione.
Arch.Luca Liverini
Soka Gakkai e Gohonzon: qualcosa non quadra
Con la scissione dalla Nichiren Shoshu la Soka Gakkai ha portato avanti un discorso di laicità: non c’è bisogno dei monaci per praticare N.M.R.K. e raggiungere la buddità. Tuttavia, in questo discorso, qualcosa non quadra. La Soka Gakkai , praticamente, ha fatto i conti senza l’oste. Lo dimostro subito. Rinnegata la validità del Gohonzon della Nichiren Shoshu, la Soka Gakkai ha distribuito e continua a distribuire le copie del Gohonzon di un altro monaco.
Il modello di Gohonzon attualmente adottato dalla Soka Gakkai corrisponde ad una versione dipinta nel 18° secolo da Nichican Shonin, che fu donata alla Soka Gakkai dal reverendo Sendo Narita, del tempio Joen, nel settembre del 1993 ( La legge meravigliosa – esperia edizioni, pag. 104).
Perché la Soka Gakkai ha avuto bisogno di ricorrere al monaco Sendo Narita, se i monaci sono irrilevanti nella pratica? Se la Soka Gakkai, in quanto laica, non ha l’autorevolezza di “produrre” un suo Gohonzon, non può prima distaccarsi dai monaci e poi ricorrervi, o sbaglio?
Buon compleanno a : noallasokagakkai.eu
Sul quotidiano fiorentino on line, http://www.nove.firenze.it/cronaca.asp è stato pubblicato un articolo che trovo particolarmente interessante. Prende lo spunto dal “compleanno” di “noallasokagakkai.eu” un sito che merita attenzione per la serietà che lo caratterizza.
Buona lettura e, naturalmente, l’invito a visitare: http://www.noallasokagakkai.eu/
“Compie due anni noallasokagakkai.eu, di Francesco Brunori.
Mercoledì 10 marzo 2010, 20:01 | Cronaca
Nel marzo di due anni fa veniva pubblicato sul web un sito che si occupa di un fenomeno planetario che ha però un forte centro di irradiazione proprio a Firenze. Questo sito nacque in prima battuta dalle esperienze dirette degli autori che hanno toccato con mano il fenomeno deviante delle sette in genere e del sol levante in particolare.
Stiamo parlando della Soka Gakkai (abbrev. SG).
“La Soka Gakkai (dal giapponese Soka Gakkai: società per la creazione di valori) è il nome di un nuovo movimento religioso giapponese di matrice buddhista costituitosi nel XX secolo, in origine come associazione laica della scuola buddhista giapponese Nichiren Shoshu fondata nel XIII secolo dal discepolo di Nichiren, Nikko (1246-1333).”
(Fonte Wikipedia)
Tralasciando i contenuti teologico-filosofici e le sue incongruenze e contrasti col mondo buddhista più conosciuto, il sito ha lo scopo di divulgare il più possibile quanto di “particolare” propone la SG agli enigmi che l’uomo si pone ogni giorno davanti al proprio destino.
La SG è un movimento/associazione religiosa che contempla meno di 30.000 seguaci in Italia e circa (le fonti sono discordanti) da 12 a 15 milioni di seguaci nel mondo. Ben oltre il 90% di questi risiedono in Giappone.
Il tutto nasce nel 1930 dalle idee di un pedagogo giapponese. A questo succede, nell’immediato dopo guerra, un altro leader che continua l’opera del primo nella conversione dei suoi concittadini alla filosofia di Nichiren (accordo tra la Nichiren Shoshu – la scuola e la Soka kyoiku Gakkai – il movimento laico). La vera svolta del movimento si ha con l’ultimo e attuale leader della SG: Daisaku Ikeda (in carica dal 1960). Ikeda porta il movimento a livelli impensati prima di allora: diffonde il suo messaggio messianico su tutto il pianeta e grazie alle tante adesioni diventa anche uno dei personaggi più ricchi ed influenti del Giappone.
Ikeda è un personaggio controverso, un misto di filosofia – esaltazione – lungimiranza – filantropia – culto della personalità, grandi capacità organizzative e fiuto finanziario. Tralasciando le rispettive posizioni difensivistiche o meno del personaggio Ikeda; agli autori del sito è apparso molto interessante approfondire quello che loro considerano un movimento pieno di incongruenze che rispecchiano fedelmente le stesse incongruenze del personaggio Ikeda.
Con l’avvento di Ikeda la SG ha avuto un importante aumento di seguaci e ad oggi la SG può definirsi un gruppo indipendente sia dottrinalmente che organizzativamente; quindi in definitiva la SG può essere considerata una nuova religione autocefala all’interno del vasto mondo buddhista (in Italia sono presenti circa 17 altre scuole di stampo buddhista).
Tornando a Daisaku Ikeda quello che risalta subito agl’occhi sono vari binomi in stridente contrasto fra loro:
Lo si definisce un pacifista ma fonda un partito di destra che fa parte della coalizione di governo di centro destra (truppe in Iraq – pena di morte, ecc).
Lo si definisce un uomo semplice e saggio ma allo stesso tempo rincorre affannosamente titoli accademici (ne ha la bellezza di 260!) e riconoscimenti internazionali.
Lo si definisce un uomo di dialogo ma allo stesso tempo non ammette altra dottrina che la sua (vedi non adesione all’Unione Buddhista Italiana).
Lo si paragona a personaggi positivi ed illustri della storia mondiale ma allo stesso tempo è (fuori dal Giappone e dai circoli SG) praticamente sconosciuto.
Lo si definisce un filantropo ma allo stesso tempo impone un forte culto della personalità.
Colpisce invece la grande venerazione senza riserve attribuitagli dagli adepti. Nei loro approfondimenti dottrinali passano gran parte del loro tempo a studiare solo due capitoli del Sutra del Loto (su 28), a studiare i testi consigliati ed a recitare un mantra trascritto dal sanscrito in cinese antico ma pronunciato in giapponese. La vasta letteratura prodotta dai pensatori SG ha come autori quasi esclusivamente Daisaku Ikeda che grazie a continui riferimenti a Nichiren Daishonin ed ai due presidenti prima di lui produce un ripetersi ossessionante di aforismi, detti, enunciazioni, ecc.
Il messaggio a cui tutti i fedeli hanno l’obbligo di non astenersi è quello del raggiungimento del Kosen-rufu. Letteralmente nel buddhismo di Nichiren Kosen-rufu indica la proclamazione e la diffusione mondiale della Legge Mistica, in altre parole il raggiungimento della pace nel mondo attraverso la diffusione dell’insegnamento corretto.
A questo punto Ikeda ha voluto lanciarsi in una profezia alquanto pericolosa ove afferma che la vittoria finale della filosofia di vita SG avverrà al momento in cui un terzo della popolazione mondiale si convertirà alla vera fede. Da allora i proclami che egli scrive all’inizio di ogni anno sono sempre pieni di entusiastiche parole di incoraggiamento per l’impegno che gli adepti profondono (letto uno, letti tutti) ed ai grandi traguardi già raggiunti (difficile capire quali), al fatto che l’agognata vittoria del Kosen-rufu è sempre più vicina e che il mondo da allora sarà un oasi di pace.
Vogliate notare che proprio l’ultimo messaggio pubblicato da Ikeda riporta una frase molto significativa soprattutto dal punto di vista della sua non immediata comprensione: “La nostra magnifica missione come membri della SGI è la realizzazione di kosen-rufu e della pace mondiale. Tenendo questo a mente, usiamo ogni giornata per un progresso dinamico e una vittoria completa”!
A conforto di quanto sopra un noto ed importante dirigente SG di Firenze riporta entusiasticamente nell’ultimo numero di uno dei giornaletti diffusi dall’IBISG (Istituto Budd(h?)ista Italiano Soka Gakkai) che gli obbiettivi per il 2010 in Italia saranno: «…In questo “Anno della vittoria completa Soka e del progresso dinamico dei giovani” mettiamo la fede al centro della nostra vita… Quest’anno possiamo sperimentare queste parole sfidandoci per rea¬lizzare esperienze straordinarie e allargando il nostro movimento fino a 100.000 membri in Italia… Chi desidera contribuire a questo movimento dovrà dedicare tutto se stesso allo sviluppo delle riunioni di discussione con l’obiettivo di raddoppiare il numero dei partecipanti…».
I cardini del comunicato di Ikeda ripreso e personalizzato sono:
Obbiettivi: vittoria completa Soka-100.000 membri in Italia -Vie di fuga-chi desidera dedicare tutto se stesso
Quanto detto sopra non è una rarità nel mondo della SG (e neanche in altri mondi) perchè a ciascun obbiettivo viene sempre accostata una o più vie di fuga, il tutto ciclostilato in tutte le lingue ove la SG sia presente.
In Italia la Soka Gakkai ha sede a Firenze, con orgoglio enumera personaggi noti tra cui: Roberto Baggio, Sebastian Frey, Sabina Guzzanti e l’ex-deputato Vladimir Luxuria. E’ governata (come in tutti i paesi dove è significativamente presente) da un emissario solo ed esclusivamente giapponese e presumibilmente nominato dallo stesso Ikeda.
Per il resto da qualche anno a questa parte dopo vari movimenti interni di protesta e disagio i vertici della SG hanno imposto una pesante censura a notizie interne relative a questo fenomeno. Ci sono stati come in tutti i movimenti: scissioni, cadute verticali di seguaci, denunce di abusi di potere, incomunicabilità, ecc. Oggi il loro centro non è più visitabile in toto come anni fa.
Quello che più colpisce e che deve essere qui sottolineato è la deriva politica di personaggi Italiani che si dichiarano seguaci di Ikeda e fanno capo a schieramenti di sinistra in netto contrasto con la definizione politica del loro leader supremo a capo (anche se oggi se ne dichiara fuori) di un segmento xenofobo e di destra della politica nazionale giapponese.
Daisaku Ikeda ha oggi 82 anni, si apre a questo punto un dilemma che tiene in ansia tutti i seguaci: Quale sarà il futuro della SG nel mondo? Chi sarà a breve il nuovo incontrastato leader? Gli scenari possibili sono solo due: o diventa una monarchia ereditaria o passa di mano ad un altro personaggio “forte”. In ambedue i casi la lotta per il potere sarà cruenta e porterà ad un’altra inevitabile crisi/scissione del movimento non dissimile dalla crisi provocata dallo stesso Ikeda (1991) all’atto di lasciare la casa madre giapponese Nichiren Shoshu (1991). A differenza della prima crisi oggi il potere di Ikeda è accompagnato da enormi introiti e da interessi politico/finanziari di grande portata. La SG in Italia pubblica (usufruendo anche del sostegno finanziario dello Stato all’editoria) tre riviste di cui una quindicinale, una bimestrale ed una on line. L’editoria in toto è demandata ad una sola casa editrice; l’acquisto di materiale atto al compimento di tutti i rituali necessari alla pratica e non solo sono demandati ad una sola società commerciale.
Non ultimo in una delle pagine del sito viene evidenziato che già alla fine del secolo scorso una deviazione di stampo cristiano (e tutt’ora presente negli USA: il New Thought) aveva già sviluppato metodologia di proselitismo e promesse messianiche da attuare in questa vita, molto simili (se non eguali) alla SG. Impressionante è la coincidenza di una massima dei due movimenti: “”chiedi-credi-ricevi”. Mi sono subito domandato se per un gioco bizzarro del destino i due movimenti non siano entrati in qualche maniera in contatto proprio durante la lunga occupazione americana del Giappone. E’ solo un ipotesi ma la ritengo interessante”. Grazie dell’attenzione!
Soka Gakkai Itai Doshin & San Gennaro
Il sangue di San Gennaro si scioglie perché i credenti sono in ITAI DOSHIN?
Nell'abbinamento del sangue di San Gennaro con il principio di Itai Doshin c'è qualcosa di più della battuta o, secondo i gusti, della provocazione. C'è il tentativo anzi, il desiderio, di sottolineare che certi "punti fermi", banalmente riconducibili al principio che l'unione fa la forza, non sono monopolio della setta pseudo buddista Soka Gakkai, ma ovvietà riscontrabili quotidianamente . Però, presentati come Itai Doshin fanno tutto un altro effetto. Credo che il "fascino" esercitato su noi occidentali da certe modalità espressive non sia da sottovalutare. Magari ci si avvicina alla Soka perchè, avendo il Vaticano in casa, siamo stufi di prendere in considerazione la chiesa romana e così buttiamo via, insieme, il bambino e l'acqua sporca. Sia chiaro che non sono cattolico, anzi, che non sono credente. Ma i grandi principi universali del valore della vita, del rispetto, della fratellanza, della retta azione, del retto pensiero – che condivido - sono comuni a tutte le grandi religioni. Non sono monopolio della setta pseudo buddista Soka Gakkai, ma patrimonio dell'umanità. Dunque, dicevo che ci si avvicina alla Soka e si rimane affascinati da una visione del mondo che ci "appare" nuova e sicuramente , sotto il profilo formale, lo è. Ma se si va a fondo, se si analizza, ci si accorge che, sotto il profilo sostanziale, tutta questa differenza non c'è.
La chiesa romana dice di pregare Dio per risolvere tutti i problemi. La chiesa giapponese pseudo-buddista di Nichiren, portata avanti da Daisaku Ikeda dice di praticare per risolvere tutti i problemi.
E solletica il nostro narcisismo, sottolineando che la grandezza è in noi, non in un'entità esterna. Da qui il malinteso senso di superiorità che fa sì che molti praticanti Soka si atteggino a “quelli che hanno capito, quelli che mica sono così scemi da credere in un Dio esterno”. In realtà, sia che si creda nella chiesa romana che in quella giapponese ci troviamo davanti all'offerta di STAMPELLE. Entrambe le chiese ci dicono di appoggiarci a qualcosa, sottolineando la nostra strutturale debolezza al fine di poterci manipolare e soggiogare meglio. Che la stampella si chiami Dio o si chiami N.M.R.K. non cambia la sostanza dei fatti, cambia solo la loro forma. Per fortuna che l'essere umano è talmente grande, talmente forte che, anche se a molti sembra impossibile, può camminare con le proprie gambe e ragionare con la propria testa, senza pregare e senza praticare. Checché ne dicano la chiesa romana e la chiesa giapponese.
DAISAKU IKEDA ILLEGITIMATE PRESIDENT!
SOKA GAKKAI - DAISAKU IKEDA ILLEGITIMATE PRESIDENT!
Ikeda assunse illegittimamente la presidenza della Soka Gakkai
Secondo le memorie recentemente pubblicate del sig. Tsugio Ishida, Daisaku Ikeda ha mentito ed illegittimamente ha assunto la presidenza della Soka Gakkai. Infatti, il secondo presidente Josei Toda ha invitato ripetutamente il sig. Ishida a prendere la direzione della Soka Gakkai. Tuttavia, il sig. Ishida ha rifiutato prontamente a causa della sua umiltà ed insistenza che la sua conoscenza e comprensione del buddhismo erano insufficienti affinché lui prendesse sotto la sua responsabilità la presidenza dell'organizzazione SGI.
Il sig. Ishida, tre anni più anziano di Ikeda, è stato nominato da Josei Toda come il primo redattore del giornale di Seikyo e come capo di divisione dei giovani della Soka Gakkai. Era uno dei padri fondatori della Soka Gakkai. Più tardi divenuto un parlamentare del CEO ha continuato come redattore principale del giornale del partito di Komeito e del giornale Seikyo.
Il sig. Ishida ha mutato linea mostrandosi interessato al comportamento di Ikeda dopo la testimonianza delle numerose uscite eretiche di Ikeda dall' ortodossia della Nichiren Shoshu e l'aver fabbricato di sua iniziativa dei Gohonzon di legno non essendone autorizzato. Il sig. Ishida, nelle sue memorie, ha descritto il giorno della cerimonia di completamento del Daikodo (grande sala delle conferenze) al tempio principale.
Quindi, durante il party a pranzo , dopo la cerimonia, il presidente Toda di fronte a circa altri cinquanta uomini, che avevano partecipato al pranzo, compreso il sig. Koizumi, istruì Ishida e gli altri per decidere , tra essi, su chi dovesse essere il suo successore alla presidenza seguente
Ikeda non era presente al party a pranzo. Quel giorno era incaricato delle funzioni di disciplina del traffico ed era all'esterno dell'edificio del tempio. Tuttavia, successivamente, dopo che Toda morì, Ikeda mentì e disse che Toda, lo stesso giorno del party e del pranzo e della cerimonia -- in un ascensore-- istruì lui per divenire terzo presidente. Più ulteriormente, non c'erano testimoni a questa presunta riunione "nell'ascensore." Secondo il sig. Ishida, Ikeda mente ancora quando afferma che Toda, sul suo letto di morte -- nonostante il suo stato e le gravemente indebolite capacità di comunicare -- per due volte istruì Ikeda come futuro presidente. Ciò sarebbe stato impossibile, tuttavia, poichè Josei Toda di già aveva perso tutte le sue forze ed era così debole che non avrebbe potuto parlare o alzarsi dal letto -- neanche con l'aiuto di altre persone-- per parecchi giorni prima della presunta " trasmissione" avvenuta sul letto di morte. Il libro del sig. Ishida, "Kangen-no-sho [ Scritture della Punizione ]." è stato compilato e pubblicato in modo che le generazioni future potessero comprendere la mente deviata di Daisaku Ikeda.
Fonte: Shincho settimanale, 9/22/94, pgs. 52 - 56
Source: Weekly Shincho, 9/22/94, pgs. 52 - 56
http://italy.indymedia.org:8000/smf/index.php?topic=71105.60