DENUNCIA di un membro romano di alto livello della Soka Gakkai, con nomi e cognomi! (Settembre 2009)
Per il testo integrale con foto e commenti andare su: http://www.crognali.it/blog/denuncia-soka-gakkai/
Giovedì per la prima volta in dieci anni non sono andato deliberatamente ad uno Zadan Kai, le riunioni buddiste della Soka Gakkai, dette anche meeting. Gli ho preferito un convegno sui new media organizzato da Wired e da Telecom prima, e poi la festa di compleanno di una mia amica, a cui erano presenti tanti altri buddisti, anch’essi che avevano disertato i propri meeting per partecipare alla festa! Rispetto agli altri, penso che io sono stato più colpevole, perché pratico e faccio la mia attività di buddista (che consiste nello studio e nell’incoraggiamento) in una zona di Roma, il centro storico, che ha ritmi più blandi rispetto ad altri luoghi, ma che non significa assolutamente mancanza di impegno. Nel centro storico di Roma ci vediamo due sole volte al mese contro le quattro di quasi tutta Italia. Detto questo, io non mi risparmio: volontariato al tempio buddista, tanti incontri con giovani praticanti per approfondire questa filosofia, attività nella redazione dei giornali e poi tante ore di meditazione, con signore, alcune volte tristi altre volte fanatiche, che strutturate come una Chiesa, seguono rigide regole gerarchiche opprimendo spesso la libertà dei membri di questa Comunità, che comunque continuo a giudicare stupenda. È una cosa che ho notato più di una volta e che ritorna ciclicamente nei gruppi buddisti della Soka Gakkai (anche se qui ci sarebbe molto di che discutere, riferendomi al karma di ognuno di noi). Ma vorrei soffermarmi sull’aspetto asfissiante della struttura gerarchica della Chiesa, intendendo la Chiesa della Soka Gakkai. LA CHIESA BUDDISTA. Parto dalla mia esperienza. Voglio cambiare, ho il desiderio di voler stringere altri legami di amicizia con praticanti buddisti, dopo oltre un anno che frequento e curo un gruppo. Chiedo ad una signora un po’ bigotta e un po’ frustrata, a causa di suoi problemi lavorativi, di cambiare gruppo: tra l’altro per spostarmi ad uno più vicino al mio luogo di lavoro. Lo chiedo perché lei è stata investita del ruolo di Responsabile di Settore, e questo nonostante viva in tutt’altra parte di Roma. La sua prima risposta è subito NO, perché io se mi trovo lí significa che "c’è un legame karmico". Forse ha ragione, non lo so, ma sicuramente io mi trovo li, in quel gruppo buddista, solo perché me lo hanno chiesto, ed io ho accettato. Ma dopo un anno molte cose cambiano, le persone si annoiano e spesso c’è bisogno di rinnovarsi. La seconda risposta della signora davanti alla mia insistenza (forse pensava che bastasse un grado gerarchico superiore al mio per farmi accettare la sua decisione; una signora che quando non fa la bigotta, è al limite del fanatismo religioso) è quella di farne una questione di stato: la mia scelta diventa un punto di cui discutere nelle segrete riunioni aperte a pochi alti responsabili dell’Organizzazione per pianificare le attività mensili. Dopo poco mi arriva questa mail da una collega responsabile della bigotta: "… tu sei un membro semplice e come tale appartieni ad un gruppo: … - segue nome del reggimento gruppo -. Continua a fare attività li dove ti abbiamo assegnato ed ad impegnarti come hai fatto fino ad ora: impegno per il quale ti ringrazio. Se hai voglia di fare altro, rivolgiti ai tuoi responsabili giovani. A me non pare che i giovani ti abbiano offerto alcuna responsabilità per decidere autonomamente". Ditemi mai se questa donna è una responsabile?! Il suo nome è Ilaria Dragoni. IL CAPETTO BUDDISTA. Esperienze di questo genere, con mail o messaggi, accadono spesso quando ti impegni attivamente nella comunità buddista. A me come a tanti altri è successo migliaia di volte di scontrarci con responsabili dell’organizzazione, che si comportano da piccoli gerarchi, che forse frustrati dal lavoro o da altro, e di cui nel privato ci si sfoga quasi sempre, si rifanno nella comunità della Soka Gakkai. Nel mio caso, è successo con tale Riccardo Panattoni (nella foto in alto), che è pure in aria di nomina a grandi responsabilità nella Soka Gakkai, cosa di cui si vanta spesso in privato e che io ho sempre pensato che se mai fosse accaduto, sarebbe stato come sparare un colpo al cuore di questa organizzazione. Ma evidentemente è questo ciò che vuole la Soka Gakkai, piccoli militari fedeli al generale, tanto che il successore del gerarca responsabile Panattoni è un sempliciotto, uno che non so neanche se abbia la licenza superiore, un tale Alessio Sementilli. Il problema non sta, naturalmente, nel titolo di studio, ma nel fatto che si sente e si vede che parla per frasi fatte ed esegue alla lettera gli ordini che gli vengono dati, senza pensare. Sento un clima insostenibile, un’aria che diventa irrespirabile ogni giorno di più e che ti rende impigliato in un fango e in una rigidità che ti impedisce di crescere, affondi così in un senso di disaffezione per una religione che ti da, invece, tanto. IL VOLO CONTINUO. Ora vi accenno brevemente, invece, alle attività violente, non conosco un termine diverso, in cui puoi incorrere quando fai attività a livelli alti nell’organizzazione, che non coincidono necessariamente con la responsabilità. Di storie sul Volo Continuo, il giornale dei giovani buddisti, ce ne sono molte, fin dalla sua nascita sembra che sia stato fatto per far soffrire la gente, ricordo le mille riunioni per aggiustare il tiro a decisioni prese senza pensare da alti responsabili; un giornale nato zoppo e gestito da sempre in maniera massonica. Qui a Roma, ad esempio, ne aveva un dominio quasi assoluto una tale ex giornalista, credo oggi disoccupata, di nome Giorgia Fattinnanzi, che decideva di volta in volta cosa dire e cosa no, chi invitare agli eventi e chi invece NO, una sorta di capo-giornale senza mai una ufficiale investitura, a quanto mi risulta; la ragazza ha fatto il buono e soprattutto il cattivo tempo sulla redazione romana, in cui mi sono per caso trovato a fare attività e scrivere fin dalla sua nascita. Una volta che tale caporedattore improvvisato è stato fatto fuori, non so bene in che modo, il giornale è diventato on line, su volere degli editori che non lo avevano mai neppure letto, forse, senza alcuna votazione o sondaggio interno a chi ci aveva lavorato fino a pochi giorni prima. Allora il giornale vendeva appena 2000 copie annue! Che cosa è successo a me? Sono stato escluso dal giorno alla notte dall’attività del giornale, affidato all’improvviso ad altre persone, sbucate fuori dal nulla: Mattia Duni, uno che si occupa di conti, e Fabrizio Giancaterini, un affitta stanze, due ragazzi che non hanno alcun requisito per fare un giornale on line e che infatti mi fa abbastanza schifo. Questa cosa, purtroppo, non mi è stata mai possibile comunicarla a qualcuno, perché, con buona pace mia, sono stato escluso dalla mailing list in cui venivano prese le decisione fra tutte le redazioni italiane e questo nonostante vi abbia partecipato attivamente per 5 anni, come volontario, dedicandogli interi fine settimana quando occorreva chiudere il giornale, e spesso l’ho sostenuto da solo sulle mie spalle, tanto che il mio nome viene spesso associato al Volo Continuo di Roma. Una violenza subita, senza ricevere spiegazioni di alcun tipo. CONCLUSIONE. La mia sensazione è che il giornale dei giovani buddisti sia stato affidato a persone che con lo spirito buddista hanno ben poco. Il nostro maestro, Sensei, parla sempre di dialogo, quello che sento mancare da molti mesi nella Soka Gakkai, a scapito di un’aria malsana. Questo clima è presente nei responsabili dell’Organizzazione Buddista, che un po’ ne sono vittime e un po’ artefici e contribuiscono così a farlo pesare sugli altri membri della Soka Gakkai, almeno nell’ambiente romano. La mia guida rimane Sensei, conservo la sua fotografia sul mio cellulare e mi sforzo di leggere e fare mia ogni sua parola. Gli ho spedito questo Post, tradotto in inglese, per lettera in Giappone. Ma quando la misura è colma, non si può più far finta di niene e credo non bisogni aspettare nessuno per denunciare gli scandali, anche se albergano nella tua casa. Sono e rimango un buddista, pratico daimoku e seguo questa filosofia di vita; sono pronto a raccontare gli sviluppi di questa situazione in cui si trova ora la mia religione, a parlare, discutere con i suoi Ministri di Culto e con Sensei, e nel caso a smentire quanto ho scritto se si dimostrasse un racconto non veritiero.
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Commenti
Soka Gakkai e rispetto delle tradizioni
Da “Il Nuovo Rinascimento” n.436 – 1 febbraio 2010:
Il Kansai narrato nella Rivoluzione umana
La storia della Soka Gakkai dal 1955 al 1956. Un periodo ricco di tappe significative, tra le quali la ben nota campagna del Kansai .
“Partiti da condizioni sfavorevoli rispetto ad altre zone del Giappone, i membri del Kansai riescono a far eleggere i loro rappresentanti alla Dieta e alle circoscrizioni locali…”
MA ALLORA E’ UN VIZIO! Se già i membri del Kansai erano riusciti, nel 1956, a far eleggere i loro rappresentanti alla Dieta si spiega il legame tra Soka Gakkai e Komeito: la mescolanza tra religione e politica è di casa fra questi pseudobuddisti.
Riflessioni su Daisaku IKeda
Il "Maestro" Daisaku Ikeda.
-Una persona che si fa pregare due volte al giorno nelle preghiere silenziose, assieme ai defunti, quando è ancora vivo.
-Che dà guide su come dobbiamo comportarci anche se per lui le guide non valgono, e penso al Tibet.
- Uno stramiliardario amico di criminali, arricchitosi principalmente con la truffa colossale del tempio Sho Hondo .
-Un uomo di “cultura” che si compra lauree honoris causa e onorificenze varie.
-Paranoico al punto di accostarsi a Gandhi e a Martin Luter King.
-Che non riuscendo a ottenere il Nobel ha istituito – e poi si è fatto assegnare- un premio della pace dell’O.N.U.
- Che gestisce il terzo partito politico del Giappone, che è di estrema destra e sostiene la guerra.
-Che insulta pubblicamente e clamorosamente Nikken Abe, dimenticando che il buddismo, che lui stesso pretende di insegnare, si fonda sul rispetto.
-Che firma contemporaneamente testi complessi e banalità allucinanti.
-Leader pseudobuddista che si mette di prepotenza al centro della vita del praticante.
Come si fa a considerare Daisaku Ikeda un Maestro?
Per cortesia, qualcuno me lo spieghi.
Daisaku Ikeda Autore? Di che cosa?
La vasta produzione letteraria, a firma Daisaku Ikeda, si può sostanzialmente dividere in diverse tipologie:
- Libri ad alto contenuto filosofico, tipo Hoben e Yurio;
- Banalità deprimenti, tipo Giorno per giorno;
- Retorica ridondante, tipo gli editoriali di Nuovo Rinascimento;
- Tautologie e allontanamento dal testo, tipo le spiegazioni del gosho su
Buddismo e Società.
Quello che non mi convince è che ognuno di noi ha un suo inconfondibile stile di comunicazione e che di conseguenza è impossibile che una stessa persona sia disposta o in grado di scrivere stupidaggini e contemporaneamente sottigliezze da studioso.
Poi ho scoperto che l'ufficio studi della soka, a Tokjo, annovera
2600 persone.
Allora la domanda è: ma Daisaku Ikeda cosa ha scritto davvero?
E poi un'altra domanda: è più facile che una persona che non sa scrivere
si faccia bella con testi di altri o che invece una persona che sa scrivere si
appropri di fesserie?
Altro bluff di Daisaku Ikeda: Autenticità dei suoi scritti.
C’ero arrivato da solo, analizzando le diverse tipologie di testi a firma di Daisaku Ikeda. E l’ho scritto in “Daisaku Ikeda, Autore? Di che cosa?” ?
Adesso, ho trovato, con immenso piacere:
http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/it/S%C5%8Dka_Gakkai_International/6
“ I critici mettono in discussione l'autorità e l'autenticità delle scritture di Daisaku Ikeda”.
Inoltre: “ L'uso del termine sensei (insegnante, padrone„) riferito a Ikeda è considerato con sospetto, come prova simbolica ed ulteriore di culto della personalità. Molti membri di SGI osservano Ikeda e la sua vita come esempio grande di come usare la pratica nelle loro proprie vite”.
Sarà perchè è diventato supermiliardario? Potrebbe essere un modo per sostenere che la pratica funziona.
Non mollare
Non mollare quello che hai detto all'inizio. Molla Daisaku Ikeda. Come fai a crederci ancora?
Autenticità scritti Daisaku Ikeda, Nuovi elementi.
Autenticità scritti Daisaku Ikeda. Nuovi elementi.
“Ci siamo domandati il perché di tante frasi, aforismi e detti di Daisaku Ikeda. La riposta è che attraverso slogan un messaggio è più diretto in tutti i sensi, riassume molti concetti e rimane spesso impresso nella mente. Questo vale per Ikeda come per tutti i supposti “pensatori”.
Qualche settimana fa ci è giunta la solita email banale e buonista di un adepto sokista. Questa come firma riportava, a mo’ di sfida, la seguente massima:
“Dove finiscono le nostre capacità inizia la nostra fede. Una forte fede vede l'invisibile, crede l'incredibile e riceve l'impossibile.” Daisaku Ikeda.
Essendo noi profondamente critici in materia di originalità del Sig. Ikeda ci siamo allora domandati se fosse mai possibile trovare indizi e/o prove inconfutabili dell’originalità del pensiero del maestro Ikeda. Certo non lo abbiamo chiesto ai sigg. adepti che credono in tutto e per tutto a quello che gli viene riferito metodicamente; abbiamo invece cominciato a fare una ricerca abbastanza approfondita ma in realtà con scarsi risultati. Chiedendo invece ai nostri contatti, quasi casualmente, un nostro esperto di cinema ci ha illuminato e ci ha dato una traccia sicura da seguire. Dopo questa dritta con rapide ricerche sul web (lo potete fare anche voi) ecco la risposta che cercavamo:
“La fede è l’abilità di vedere l’invisibile, credere nell’incredibile ed è ciò che permette ai credenti di ricevere ciò che le masse credono sia impossibile.” Clarence Smithison. Non crediamo che ci siano dubbi sul fatto che le due massime siano di per se identiche (le varianti di ambedue si discostano di poco).
Voi vi domanderete chi sia Smithison e ce lo siamo chiesto anche noi.
Il Sig. Clarence Smithison è un cittadino statunitense che vive nello stato dell’Illinois, sembra essere una persona schiva, introversa e timida all’apparenza ma allo stesso tempo con una forte carica interiore che, a coloro che hanno il dono di percepirla, emana una forte capacità di attrazione. Questo è più o meno il quadro con cui lo dipinge il Sig. Bob Proctor. Quando questa massima sia scaturita dalla fervida mente di Clarence non ci è dato sapere, una data certa è il 1997, ovvero prima di questo anno in quanto il Sig. Bob pubblica un libro con tale affermazione.
Chi è Bob Proctor? Questo signore, sempre americano e sempre dello stato dell’Illinois, è considerato un maestro della filosofia del movimento “New Thought”. A sua volta questo signore si rifà allo scrittore (sempre americano) Wallace Wattles (1860-1911) ed ad altri personaggi dello stesso movimento. Su internet trovate un po’ di tutto sul “New Thought”. Sorprendentemente è loro una massima che, guarda caso, riflette appieno il pensiero della Soka Gakkai: “chiedi-credi-ricevi”.
A noi interessa sapere se è nato prima l’uovo o la gallina, ma crediamo in questo caso che Clarence sia arrivato prima di Ikeda e che questo “plurilaureato”, magnate, poeta, filosofo, pacifista, apolitico signore sia, come noi fortemente crediamo, un opportunista che strumentalizza il vero senso della filosofia buddhista per esaltare la propria personalità e per espandere le sue attività esclusivamente personali.”
Ho trovato questa documentazione su: http://www.noallasokagakkai.eu/massime.html e l’ho sintetizzata, senza alterarne i contenuti, chiunque può controllare. E’ un’ulteriore conferma di quello che avevo intuito da tempo e reso noto sotto il titolo:” Daisaku Ikeda autore? Di che?” e in http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/it/S%C5%8Dka_Gakkai_International/6 dove si legge:
“ I critici mettono in discussione l'autorità e l'autenticità delle scritture di Daisaku Ikeda”.
Ciao a tutti.
Tautologie di Daisaku Ikeda, della serie:Ikeda, Autore di che?
Devo riconoscere che il Sig. Daisaku Ikeda non finisce di stupirmi.
Ha dichiarato che il 2010 è “l’anno della vittoria completa Soka e del progresso dinamico dei giovani”.
Riflessioni:
Il termine vittoria, di origine latina, è chiarissimo. Indica il superamento di una difficoltà, il raggiungimento di un fine, la sottomissione di un nemico e chi più ne ha più ne metta. Certo è che la vittoria è un fatto in sé compiuto e concluso. Per esempio, la vittoria pone fine ad una situazione sgradevole per una delle parti in causa, decretando il successo dell’uno e la sconfitta dell’altro, indipendentemente dal fatto che si tratti di una vittoria su un nemico, sui propri limiti o sulla propria oscurità fondamentale, tanto per restare in tema.
Che dice invece Daisaku Ikeda? Parla di vittoria “completa” della Soka, come se esistessero vittorie incomplete (da non confondersi con la vittoria di Pirro che è altra cosa). Eppure dice sempre: il Buddismo è vincere o perdere, e qui non specifica se completamente o no.
Siamo chiaramente in presenza di una tautologia: figura retorica dal significato ripetitivo che consiste nell’aggiunta di contenuto ridondante, del tipo “ i quadrilateri hanno quattro lati”.
Ma cosa dobbiamo capire da questa frase? Che la Soka non ha ancora vinto.
Andiamo avanti e analizziamo il “progresso dinamico”.
Il termine progresso indica un processo, quindi qualcosa che si snoda nel tempo, non qualcosa che sta fermo. Questo processo porta dei miglioramenti rispetto a qualcosa di già esistente, un cambiamento, un passo avanti positivo. In quanto tale, esprime dinamismo. Ergo, il progresso è, per sua definizione, dinamico. Il maestro Daisaku Ikeda - più si va avanti meno si capisce di cosa sia maestro - parla di progresso dinamico. Altra tautologia.
Dobbiamo supporre che esista un progresso statico? O dobbiamo supporre che siamo in presenza di parole in libertà, poco riconducibili a chi si autodefinisce maestro?
Un Maestro le tautologie, cioè le fesserie, le ovvietà, non le dice.
E poi le poesie, dove le mettiamo?
Il Nuovo Rinascimento n.434 1 gennaio 2010, nel Report corso SGI Divisione giovani ci informa che i rappresentanti dei giovani italiani, hanno ricevuto dal presidente Ikeda un regalo per l'Italia: una grande foto che ritrae la Torre di Pisa, scattata dallo stesso Ikeda che a questa immagine ha dedicato anche una poesia:
«Ammirando in Italia / l'arte sublime / con i compagni di fede / quale emozione!»
Sfido chiunque a definire questa roba una poesia.
Altro blog oscurato
Sono lieto di trasmettere, su richiesta dell'Autore, questa comunicazione:
Buddha Street è praticamente sparito da Google. Non ci credete? Provate a cercarlo. Non è stato bannato, ma in qualche modo ha ricevuto una penalizzazione. Sto facendo le mie ricerche, leggo i forum, cerco di orientarmi tra i tag e i meta content, tra i page rank e le google bomb. Sto persino meditando di cambiare blog provider, naturalmente sempre tra quelli gratuiti. Esistono vari modi per influenzare Google e penalizzare un sito che non è ancora molto conosciuto, e forse qualcuno si è dato da fare.
Eppure Buddha Street non offende, non fa nomi e cognomi, non calunnia, non manca di rispetto e non sparge odio. In una parola, non ospita l’onshitsu. Perché allora usare mezzi sleali per non farlo trovare? Intendiamoci, non sto accusando nessuno, certamente non la Soka Gakkai o i suoi dirigenti. Potrebbe essere stato chiunque tra i "soli giusti" che indossano l'armatura da difensori dell'ortodossia e brandiscono il Gosho come fosse una daga. Putroppo nella Gakkai sono in tanti che, in nome del più nobile dei fini, giustificherebbero l’uso di mezzi quantomeno discutibili, come quando in passato si pedinavano i monaci per fotografarne la dolce vita nei night club di via Veneto. Dai, non mi dite che non lo dovevo scrivere, sapete benissimo che è stato pubblicato sul Sekyo Shimbum, un giornale che tira alcuni milioni di copie. Ma la verità è che chi si prestava a quei compiti era senza malizia e credeva di agire nel giusto, e oggi non mi riesce di incolpare nessuno, perché il ragionamento che sta dietro quegli atti non è altro che uno dei frutti nati dai semi culturali di cui ostinatamente scrivo, è la gramigna che cresce rigogliosa sul terreno del fondamentalismo del “solo noi” e del primato della forma sulla sostanza.
Certamente qualcuno, nel leggere questo post, proverà un qualche tipo di soddisfazione. Ma anche se googlebot non fa uno scan di Buddha Street dal 27 febbraio scorso io non me la prendo. Mi dispiace solo per il ricordo di mio padre, magari qualcuno in quei giorni ha interrogato i motori di ricerca per trovare il suo nome, ed è rimasto deluso. Non me la prendo, dicevo, perché in qualche modo me lo aspettavo, ci sono stato in mezzo tanti anni, è so bene che il silenzio è soltanto la forma dietro cui si celano pensieri e opinioni sussurrate.
Ma io credo che le idee debbano circolare liberamente, perché in tal modo quelle più forti, quelle capaci di rendere viva e brillante la realtà, avranno modo di farsi spazio ed affermarsi. Se una persona è pura e convinta della forza delle proprie idee non perde tempo a togliere la voce alle idee degli altri. E siccome la voce di Buddha Street è stata in qualche modo attenuata facendola sparire da Google, il motore di ricerca più diffuso del mondo, io propongo a chi vorrà farlo volentieri un modo alternativo per rimettere quelle idee in circolazione: stampare il biglietto da visita in testa a questo post e distribuirlo a chi ritenete possa interessare. Deve essere un gesto semplice e fatto alla luce del sole, perché non c’è nulla di male nell’esporre con garbo delle idee, e nessuno dovrebbe averne paura. G.M.R.
Ancoera grande bluff Sho Hondo
2)Grande bluff SHO HONDO – Controversia giuridica
Fonte: http://italy.indymedia.org:8000/smf/index.php?topic=71105.msg432054
Shikoku news (Shikoku Shinbunsha)
2005/07/08 23:59
Controversia giuridica per lo smantellamento del Taisekiji-Sho Hondo:
Sentenza sfavorevole ai membri della Soka Gakkai.
I credenti laici della Soka Gakkai, che da ogni parte avevano raccolto fondi per la costruzione del Tempio Principale della Nichiren Shoshu, avevano chiesto al Taisekiji un risarcimento, riferendo di accusare sofferenze emotive e psicologiche, a causa della distruzione dello Sho Hondo. Giorno otto luglio 2005, la Corte Suprema, presieduta dal Giudice Fukuda, nel corso di una seconda udienza di primo grado, ha respinto l’appello della Soka Gakkai dopo averne sentenziato l’inconcludenza delle richieste poste nella prima e nella seconda udienza.
Nel corso della prima e della seconda istanza si era discusso della raccolta di 35.500.000.000 di yen, da parte di 8.000.000 di membri della Soka Gakkai, perché si assicurasse l’oggetto di culto nella costruzione dello Sho Hondo e, a raccolta conclusa, il dono di quel fondo al Taisekiji. Tuttavia nel 1991 la Nichiren Shoshu si contrappose alla Soka Gakkai annunciandone la scomunica. Nel 1998 l’oggetto di culto fu trasferito in una nuova costruzione e, nel 1999, lo Sho Hondo fu demolito. La Soka Gakkai sosteneva che “lo Sho Hondo fu pensato e creduto costruzione destinata ad una lunga esistenza ed il suo smantellamento costituisce un illecito” pertanto articolava le sue richieste. Tuttavia la prima e la seconda udienza hanno concluso che “le aspirazioni dei donatori sono da limitarsi alla sfera religiosa” ed è stata respinta ogni ulteriore richiesta.
Nota: Si ricorda che lo Sho Hondo fu regalato da Ikeda a Nikken quando ormai poteva solo essere demolito per l’irreparabilità dei danni, derivanti soprattutto dall’uso di materiali scadenti e dalle economie nella sua costruzione. Lo Sho Hondo fu infatti costruito da Daisaku ikeda utilizzando solo gli interessi maturati sul capitale raccolto con le donazioni. Il capitale fu utilizzato per altro, si prega di controllare:
http://www.google.it/search?hl=it&source=hp&q=bluff+daisaku+ikeda&meta=&...
Grande bluff Sho Hondo- Ulteriori notizie
1) Grande bluff SHO HONDO – Ulteriori dettagli
Fonte: http://italy.indymedia.org:8000/smf/index.php?topic=71105.msg432054
"Lo Sho Hondo avrebbe dovuto essere il tempio principale costruito dalla
Soka Gakkai per custodire il Dai Gohonzon. Le operazioni di raccolta di danaro per la
costruzione sono iniziate negli anni settanta e sono durate parecchio, molte
persone hanno fatto rinunce e sacrifici per fare cospicue "donazioni".
Il tempio è davvero gigantesco sia come proporzioni che come struttura
portante.
Il solo tetto ha una struttura di quasi 300 metri di larghezza ed è di
forma ellittica convessa, sostenuto da 32 gruppi di colonne ognuna formata da
18 portanti, all'ingresso 5 enormi pilastri di 4 metri di diametro che
rappresentano i 5 caratteri di NMRK.
Per motivi non ancora accertati una parte della struttura delle colonne viene costruita usando materiali di scarso rendimento, la sabbia marina non raffinata rende l'interno delle colonne un gruviera visto che il sale viene fuso dopo la colata dall'acqua e dalla calce presente nella miscela di armatura principale.
In compenso, nella migliore tradizione dei templi costruiti dalla soka, all'interno finiture di grande lusso, marmo del portogallo, fontane in vetro temperato colato in
sintesi su strutture cromate, legni pregiati, l'ufficio principale destinato
al Signor Ikeda viene costruito su due laterali portanti che danno all'esterno sul
lato estremo dell'entrata principale e si sviluppa su due piani
trapezioidali che hanno come parte alta la sospensione del finale di trave
portante del tetto, sostenuto da cavi in acciaio di 1073 mm collegati tra
loro da una struttura in legno a formare una sorta di parete sospesa, dal
lato opposto un enorme vetrata semicircolare..
Appena terminato il tempio dopo varie ispezioni a norma di legge per
l'autorizzazione all'uso pubblico di un edificio di questa portata, la
commissione di edilizia antisismica stabilisce la non compatibilità della
struttura portante con il peso del tetto che viene stimato in circa 20000
tonn. esclusi gli accessori di servizio (lampadari, impianti elettrici,
sistemi antincendio ecc.)
Viene intimata un’ intera revisione delle strutture.
A quel punto il Signor Ikeda regala il tempio alla Nichiren Shoshu
liberandosi della patata bollente, e prende due piccioni con una fava:
I monaci non avrebbero avuto soldi per mantenerlo nemmeno se fosse
stato a posto per cui vengono smantellati i capitolati per reperire il
danaro sufficiente alla demolizione.
Arch.Luca Liverini
Soka Gakkai e Gohonzon: qualcosa non quadra
Con la scissione dalla Nichiren Shoshu la Soka Gakkai ha portato avanti un discorso di laicità: non c’è bisogno dei monaci per praticare N.M.R.K. e raggiungere la buddità. Tuttavia, in questo discorso, qualcosa non quadra. La Soka Gakkai , praticamente, ha fatto i conti senza l’oste. Lo dimostro subito. Rinnegata la validità del Gohonzon della Nichiren Shoshu, la Soka Gakkai ha distribuito e continua a distribuire le copie del Gohonzon di un altro monaco.
Il modello di Gohonzon attualmente adottato dalla Soka Gakkai corrisponde ad una versione dipinta nel 18° secolo da Nichican Shonin, che fu donata alla Soka Gakkai dal reverendo Sendo Narita, del tempio Joen, nel settembre del 1993 ( La legge meravigliosa – esperia edizioni, pag. 104).
Perché la Soka Gakkai ha avuto bisogno di ricorrere al monaco Sendo Narita, se i monaci sono irrilevanti nella pratica? Se la Soka Gakkai, in quanto laica, non ha l’autorevolezza di “produrre” un suo Gohonzon, non può prima distaccarsi dai monaci e poi ricorrervi, o sbaglio?